domenica 2 maggio 2010

Padre e Figlio. La bicicletta

L'idea per stamattina era : leviamo le rotelline dalla bicicletta e  facciamo un corso accelerato per imparare ad andare senza, mantenendo l'equilibrio.

A cinque anni un bimbo può imparare a correre in bicicletta senza l'ausilio delle rotelle di equilibrio, anzi stamattina mi sono detto "deve".

Lasciate da parte le derive totalitarie che non mi appartengono. La proposta fu ben accolta dal piccolo che mi aiutò a svitare le rotelle e si disse disponibile a imparare.

"Bene , meglio di quanto pensassi", dissi tra me, mentre gonfiavo le ruote.

L'intenzione era di andare in centro, io a piedi lui in bici e intervallare dei pezzi di strada con delle mini lezioni.
Questa modalità incontrava anche le mie necessità di tirare fiato, ogni tanto, senza "tirarmi troppo il collo".

Pronti via e ci mettemo in strada. L a volontà c'era e pure l'impegno. Questo fece si che in breve tempo
il bimbo riuscisse  a percorrere dei buoni tratti lanciati senza sostegno tanto da farmi pensare che l'apprendimento sarebbe stato più veloce del previsto.

Imparare andare in bicicletta è acquisire la percezione dell'equilibrio. Molte volte si impara in un batter d'occhio, come se si accendesse una lampadina d'un tratto a chiarire tutto, altre volte si prova e si riprova.
C'è poi la necessità di saper governare le situazioni di contorno quali : la partenza, la perdita di equilibrio, la frenata.

Quindi alternammo mini lezioni a pezzi a piedi  fino a raggiungere il centro, dove oltre a complimentarmi con lui per i progressi fatti, passammo per un paio di bar dove fece merenda con panino e gelato.
Ci stava e non potevo dire di no, anche in vista delle mini lezioni del viaggio di ritorno.

Dopo una puntatina al parco e qualche giro in una mega altalena, ci incamminammo verso casa.
Adottai ancora la tecnica delle mini lezioni, ma trovavo in mio figlio meno entusiasmo e partecipazione. In ogni caso riprovammo più volte, ma la minore motivazione , portò inevitabilmente minori risultati.

" Bene in ogni caso ",  ho pensato," sarà per la prossima volta".

L'ora di pranzo ci portò verso casa.  Poggiammo la bici. Raccontammo un pò i progressi e io tentai di proporre una seconda sessione pomeridiana che mio figlio non raccolse con entusiasmo.

Pensai di non insistere rimandando la decisione al pomeriggio.

Nel mentre facevo questi pensieri vidi mio figlio armeggiare attorno alla bici.
Scrutai meglio.

Aveva sgonfiato le gomme.

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