martedì 4 maggio 2010

Il Delfino di Bibione

Corridore molto caro a Bulbarelli, telecronista che ha fatto carriera in Rai, colui che gli ha coniato il soprannome "Delfino di Bibione", riproponendolo di corsa in corsa, di tappa in tappa come si trattasse di un rito propiziatorio ogni volta che Pellizzotti si metteva in mostra.

Il delfino è caduto nella rete dell'antidoping (facile la metafora).
Oramai non si tratta di sapere chi si dopa, ma quando verrà scoperto e sospeso. Ballan è stato il penultimo, Pellizzotti l'ultimo. Chi sarà il prossimo.

Pellizzotti è un onesto corridore, tra i più forti in circolazione. Troppo scalatore per vincere le corse  di un giorno che non siano cronoscalate, troppo poco scalatore per vincere le corse a tappe.
Poche vittorie, nonostante il talento. Abbonato ai gradini più bassi del podio o alle maglie meno prestigiose delle corse  a tappe. Un onesto corridore, uno dei tanti "secondi" di cui ogni sport è ricco.

Un onesto corridore, che pur dannandosi come gli altri non è riuscito a emergere come altri, arrivando sempre a un passo dal cielo senza mai toccarlo.
"Perchè se mi manca così poco per primeggiare non provarci ?", si sarà detto, sperando nella buona sorte.

Al Tour de France 2009, oggetto della contestazione, conquistò la maglia di miglior scalatore, maglia minore ma sicuramente prestigiosa. Al cielo in quell'occasione si avvicinò, quasi riuscendo nell'impresa di toccarlo.

Ma spesso i delfini cadono nelle reti come tutti gli altri pesci. Purtroppo a volte tocca anche a loro.

Oggi è sospeso a causa di un controllo fatto prima del Tour De France 2009. Non farà il Giro d'Italia, per il quale, forse, si sarà preparato per mesi, magari bevendo al massimo acqua frizzante.

Dispiace vedere il ciclismo in queste condizioni.

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