giovedì 23 dicembre 2010

Il teorico

La riunione aziendale di ieri mattina era destinata a veri specialisti.
L'obiettivo era analizzare e possibilmente capire il motivo per cui, a conclusione di un notevole lavoro di aggiornamento tecnologico non si erano raggiunti gli obiettivi che ci eravamo prefissati.
A farla breve le elaborazioni notturne duravano quanto e, a volte più di prima.

L'idea originale era mia e aver sbagliato le previsioni mi bruciava non poco.

I convocati erano i migliori esperti interni, coadiuvati anche da specialisti venuti da fuori.
Sul tavolo degli imputati c'erano invece i guru del fornitore della tecnologia che avrebbe dovuto proiettarci nel futuro.

Tutti nel loro piccolo si erano preparati, chi per discutere, chi per accusare altri infine per difendersi.
I primi a pronunciarsi furono gli imputati, i fornitori che ci avevano venduto una tecnologia nuova ma inutile ai nostri scopi :

“Cosa potete dire a vostra discolpa”, sembrava dire parte della platea.

Molto semplicemente e, con un'azzeccata mossa ad effetto, il più tecnico di loro, dopo una breve premessa fatta di semplici fogli Powerpoint, si addentrò nella analisi delle performances proiettando la mappa termica del sistema sotto accusa.

In pratica, il sistema a dischi era stato scomposto nelle sue componenti elementari, quasi a disegnare un puzzle. Ciascuna componente assumeva nella rappresentazione un colore che andava dal Blu, a significare un basso utilizzo, fino al rosso che identificava una componente sotto stress.

L'individuazione delle componenti  più utilizzate, tanto per capirci quelle rosse, già permetteva di capire quali erano i colli di bottiglia, e la causa dei rallentamenti. Consapevoli tutti delle cause ben presto avremmo anche potuto ipotizzare delle azioni correttive.
La metodologia adottata mi aveva positivamente impressionato. In pratica era come se avessero fatto una TAC a un sistema computerizzato.

Quando sembrava che le cose fossero chiare per tutti, dal banco degli accusatori, che fino a quel punto avevano ascoltato in silenzio si alzò quello che definirei il teorico del gruppo.

Piazzò il computer, attivò il proiettore e cominciò a visualizzare una serie di diapositive, snocciolando sigle e concetti che zittirono la platea .

“Signori, ho fatto delle misurazione e le ho rappresentate in questi grafici. Come potete notare, le ascisse riportano il logaritmo in base 2 dei tempi di risposta confrontati, nelle ordinate, con le attività della cache”, esordì il giovane.

Per molti di noi ritrovarsi tra i piedi ancora i logaritmi fu come ritrovare il più antipatico dei compagni di scuola, quello che pensavamo di non reincontrare mai più.

E poi ancora : “Ho analizzato i dati ed effettuando un'interpolazione, nel grafico ho evidenziato come  dopo una prima gaussiana se ne possa individuarne una seconda, inattesa”.

A quel punto avrei desiderato volgermi e osservare le facce dei guru e degli specialisti d'ambo le fazioni, che stavano assistendo muti, ma essendo pure io a disagio, preferii seguire l'esposizione sperando in una illuminazione improvvisa che ne giustificasse l'utilità.

Intanto il teorico proseguiva imperterrito la sua spiegazione e le argomentazioni per lui lapalissiane a me sembravano inspiegabili. Mi sentii per qualche attimo l'ultimo della classe.

“Cambiando il metodo di interpolazione potete vedere, nel grafico che segue, l'apparizione di una terza gaussiana, appena abbozzata”, spiegò il teorico, indicando un leggero avvallamento che tutto sembrava meno che una gaussiana.

Nessuno osava fare domande e nemmeno chiedere : “ Per favore puoi rispiegare, non ho capito “.

Tutti avevano la faccia di chi capiva tutto, qualcuno astutamente, sottolineava il fatto annuendo di tanto in tanto.

Dopo venti diapositive visualizzate a tempo di record e dopo innumerevoli apparizioni di gaussiane di varie categorie e pregio, arrivarono le conclusioni che spazzarono l'ipocrita attenzione degli astanti.
“Signori da tutto ciò che vi ho mostrato posso dire che c'è qualcosa che non va. Nell'accesso ai dischi si formano degli accodamenti che rallentano l'elaborazione”

Dopo quell'affermazione che in parte riassumeva il motivo per il quale eravamo riuniti, non aggiungendo  nulla a quanto fino a quel momento avevamo discusso, ripresi coraggio e con me buona parte della platea.

Il teorico, o se vogliamo il mago delle gaussiane, aveva fatto sfoggio del suo sapere, senza aggiungere nulla a quello che già si sapeva.
Le persone normali, percorrendo strade meno intrise di teorie, spesso arrivano a ottenere gli stessi risultati dei guru e di quelli che hanno sempre una risposta a qualsiasi quesito.

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