mercoledì 15 dicembre 2010

Giovanni

Ogni volta che partecipavo alla maratona di Venezia sapevo che lungo il percorso, spesso dalle parti di Mira , dopo circa dieci o dodici chilometri c’era mio padre ad aspettarmi.

Non mi ha mai detto dove l’avrei trovato, non mi ha dato mai un riferimento preciso su dove di sicuro stava ad aspettarmi.
Niente, si limitava a chiedermi : “A che ora parti ?”.

Quando partivo sapevo che avrei incontrato la mia famiglia in punto ben preciso del percorso, spesso concordato anche in funzione di un rifornimento aggiuntivo che mio figlio, affiancandomi per qualche decina di metri, mi porgeva. Questo avveniva dopo quindici o sedici chilometri.

Prima però avevo l’appuntamento con mio padre.

Lui mi aveva confidato che a veder correre tutta quella gente, fissandone i visi per identificarmi, gli veniva il mal di testa e di certo non sarebbe mai riuscito a scovarmi.

“Non preoccuparti”, dicevo io, “ ti trovo io, vedrai …”

Cosi quando arrivavo nei pressi di Mira, preso il rifornimento dei dieci chilometri, cominciavo ad aguzzare la vista, scrutando tutte le persone , ed erano centinaia , che si assiepavano lungo il percorso.

Riuscivo a scrutarle tutte per due e più chilometri, ma a un certo punto spuntava il suo viso, un po’ corrucciato e concentrato nel fissare tutte quelle teste che dondolavano.

Non stava mai in primo piano, ma si posizionava in posti dove la visuale era molto ampia e poteva vedere un buon tratto della corsa.

Uscivo dal gruppo, agitando le braccia per farmi notare e iniziavo a chiamarlo per attirare la sua attenzione:

“Papà , sono qua , tutto bene !!”,

“Si, Si tutto bene ?,  balbettava abbozzando una risata.

Gli battevo sulla spalla o gli prendevo una mano e senza fermarmi proseguivo.

La cosa mi faceva felice, allo stesso modo di quando da ragazzo mi accompagnava alle partite di calcio e stava là a guardarmi, gioendo per le vittorie e le mie buone prove.
Gli anni erano passati sia per me che per lui, ma gli occhi con cui mi seguiva erano gli stessi di un tempo e il mio cercare il suo consenso pure.

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