domenica 3 aprile 2011

Il messaggio in bottiglia

 Questa settimana mi ha molto colpito la vicenda del messaggio in bottiglia che lanciato da un battello, 25 anni fa, da un bimbo danese in gita con il padre è stato ritrovato intatto su una spiaggia tedesca. Un giovane lo ha raccolto, aperto e, usando internet è riuscito a ricontattare quel bimbo di allora oggi quasi trentenne.
Il messaggio non portava con se nessuna richiesta di aiuto ma semplicemente i riferimenti di quel bimbo.
Chissà quanto quella bottiglia è stata in mare, trasportata dalle correnti fredde del mare del Nord, a volte avvicinandosi alla terra, altre volte ritornando in mare aperto.
Chissà però per quanto invece è rimasta sull'arenile di quella o di altre spiagge, deserte e fredde, dove per anni a visto passare persone, poco attente e mai incuriosite dalla sua presenza.
Poi qualcosa è scattato, una scintilla di curiosità e quel giovane ha voluto raccoglierla notandone il contenuto, dando il via alla storia che conosciamo.

Quante volte nella nostra vita ci imbattiamo in messaggi in bottiglia che spesso guardiamo senza interesse ?
Facevo un parallelo a quante sono le cose che rimangono silenti nella nostra vita e che poi improvvisamente, come se aprissimo la bottiglia, assumono un significato mai immaginato prima.

Un libro, che in passato non ci aveva colpito, riletto può assumere un'importanza nuova , stimolando nuove riflessioni sulla base del tempo passato e delle esperienze personali vissute.

Anche le canzoni e le opera d'arte in genere sono una sorta di messaggio in bottiglia. L'interprete o l'autore ne viene, il più delle volte, espropriato e la sua opera diventa di tutti coloro che la ammirano o la ascoltano. Anche in questo caso può succedere che il messaggio non venga subito raccolto, ma siano le vicissitudini della vita di chi ne viene a contatto, a creare la sensibilità necessaria.

Succede con i ricordi, con le frase ascoltate che improvvisamente ci ritornano alla mente aprendo un spiraglio di luce nella nostra vita come il sole dopo la tempesta. Anche loro sembravano perduti tra i flutti del tempo e dimenticati in qualche angolo lontano della memoria, ma non si capisce perché o cosa li possa riportare in primo piano diventando di olpo importanti.

Succede che alcune persone, che pensavamo insignificanti nella nostra vita, diventino di colpo uno un modello di riferimento, oppure improvvisamente uniche e importanti per il nostro futuro.
Spesso i genitori subiscono questo processo da parte dei figli che giungono a capirli solo quando la vita fa rivivere loro esperienze simili.

Queste e alte sono state le riflessioni che quel messaggio in bottiglia ha suscitato in me.
Non sono state considerazioni che volevano per qualche motivo riportarmi a considerare il passato.
In queste cose non esiste passato ne futuro, ma emozioni da vivere senza razionalità guardando ciò che ci circonda con una sensibilità viva, evitando di essere superficiali.

Con questi occhi nuovi potremmo scorgere messaggi nuovi e un futuro nuovo.


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