lunedì 6 febbraio 2012

Comunicazioni infallibili.


Da quando se ne sta sul comodino, non ha fallito un colpo. Mai un lunedì che si sia inceppato. Puntualmente in un momento della notte a me sconosciuto,  ma suppongo si  aggiri nei minuti appena dopo la mezzanotte, l’automatismo si attiva immutabile e puntuale.
L’antenna del modem manda dei segnali di riconoscimento verso l’ICD, che pazientemente per tutta la settimana ha svolto il diligente compito di registrare tutto ciò che, di significativo, usciva dal mio cuore.
L’ICD me lo immagino, pure lui, un po’ assonnato, forse a volte fa finta di niente, ascolta con noncuranza, anche se alla fine, i ripetuti tentativi lo destano e lo inducono a rispondere secondo il protocollo condiviso e collaudato.
I dati, la vita degli ultimi sette giorni del mio cuore, attraversano senza appiglio la distanza tra me e il modem. Il dialogo dura meno di un minuto, poi inizia l’inoltro, attraverso il telefono, verso il controllore che ancora non so chi sia, dove sia, ne cosa controlli.
Io nel frattempo dormo.
Stasera ho avuto l’occasione di parlare del filo sottile che tiene in vita i legami, le speranze, le aspettative tra due persone.  Ho avuto modo di capire quanto sia resistente anche se impercettibile e invisibile. Tanto resistente che a volte non basta la distanza o il distacco per romperlo.
Solo la volontà e il disamore ha la forza di spezzarlo.
Paradossalmente i legami sono più resistenti delle comunicazioni senza fili rese possibili dalla tecnologia.
Io so come rendere innocuo e fuggire dal modem. So dove è nascosto l’interruttore. Mi basterebbe allungare la mano e diventerei come tutti gli altri,  custode geloso dei miei sentimenti e delle mie emozioni.
Faccio invece fatica a trovare il modo per recidere il filo dei legami e delle speranze. Non lo vedo o non lo voglio vedere.
Qualcuno oggi mi  ha fatto notare che la rabbia è come una malattia, mentre la tristezza è un sentimento sano. Chissà quanta strada manca per arrivare alla serenità.

Ieri sera mi ha colpito un verso di una poesia di Wislawa Szymborska :

“come mi batte forte il tuo cuore”

Lo dedico a chi ha ridato vita al mio cuore.



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