venerdì 20 maggio 2011

Il sole e la valle

 Le strade che portavano in montagna quand’ero ragazzo erano molto più tortuose e strette di quanto lo siano adesso.
Arrivare alle “prime montagne”, come diceva mio padre, o nei pressi di Feltre, aveva per la mia visione del mondo e, per i mezzi di quei tempi, il significato di un vero e proprio viaggio.

La seicento di mio padre e poi la centoventtotto che la sostituì, soffrivano sia le pendenze che la distanza, anche se, me ne sono convinto in seguito, tutti questi timori erano in parte dovuti all’ansia e poca dimestichezza con la guida che aveva mio padre.

Di certo le strade erano, come dicevo prima, molto più tortuose e strette e i tempi di percorrenza, anche per questi motivi, molto più lunghi.

Quando si usciva per la gita domenicale in montagna, gran parte del tempo era dedicato al viaggio, magari girovagando di passo in passo per il gusto di vedere, passare per luoghi mai visti come se il tempo a disposizione stesse per scadere o non ci fossero altre occasioni future.
Solo una piccola parte della giornata era impegnata in pic-nic o, oserei dire, in pranzi che si improvvisavano sui prati e, qualche volta, in spiazzi ai bordi delle strade con quantità esagerate di provviste che ci si portava da casa.

Tra le pietanze non mancava niente : dall'insalata di riso, al pollo e, ai contorni di ogni genere, per concludere con una varietà di frutta di stagione difficile da smaltire in un'intera settimana.

Non c’era il tempo per lunghe passeggiate e noi ragazzi trovavamo modo di divertirci, o giocando a pallone oppure vagando tra i sassi di qualche torrente che non era difficile trovare nelle vicinanze.

La via del ritorno era spesso caratterizzata da rientri trafficati, allora come oggi, e da interminabili code che inevitabilmente si formavano a causa dei frequenti semafori che si trovavano lungo il percorso.

Quando l’orizzonte dei viaggi cominciò ad allontanarsi, diventò abbastanza normale spingerci fino alla valle del Primiero fino ad arrivare al Passo Rolle. Mai ci avventurammo oltre, in quegli anni e, molti ne passarono perché mi decidessi a superare quel confine della mia giovinezza.

Il viaggio aveva una tappa fissa che coincideva con l’ora di colazione, visto ci si metteva in macchina poco dopo le sei del mattino. Immancabilmente si faceva sosta in un bar di Feltre, situato nei pressi della stazione, poco prima del bivio che portava verso Fiera di Primiero. Per alcuni anni l'insegna riporto il nome "Pizzeria Vesuvio".
La sosta durava meno di mezz’ora e poi si riprendeva il viaggio.

Dopo una lunga galleria ci si inoltrava in una stretta valle, a quell’ora completamente in ombra, quasi fredda anche d’estate. La strada era tortuosa e stretta, in certi tratti pericolosa. Più di una volta si attraversava il torrente Cismon che scorre nel fondo della valle.

Ogni volta incrociando le poche case che sorgevano lungo quella fredda valle, mi chiedevo come fosse possibile vivere in quel mondo poco frequentato dal sole.
Oggi passando da quelle parti, quelle stesse case sono ancora là e osservandole un po' trascurate, mi tornano in mente i viaggi di allora e quelle stesse domande di quand’ero ragazzo.

Poi quando quella stretta valle terminava, succedeva una cosa che consideravo , nel mio immaginario di quei tempi, quasi magica. La valle stretta e in ombra improvvisamente finiva e, l’ampia valle di Primiero si apriva come di incanto. Ciò accadeva in un pochi attimi, dopo una curva e, nelle giornate di sole, coincideva con un’esplosione di luce inaspettata, quella luce fredda e tersa che caratterizza le mattinate in montagna.
Era per me una sorta di manifestazione di vita che ogni volta mi affascinava.

In questi ultimi tempi, spesso associo la mia vita con quella valle lunga, stretta e priva di sole, che popola i miei ricordi di ragazzo. Solo da poco tempo penso di essere prossimo all'ultima curva, ostacolo ultimo verso la luce tersa del nuovo giorno.
Nel mio proseguire lungo la strada tortuosa di questo sprazzo di vita, oggi gli ostacoli sembrano meno alti e i momenti di difficoltà più brevi e facili da superare.
Tra poco la valle si aprirà. Spero che il nuovo giorno nella valle sia illuminato dal sole.

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