sabato 3 novembre 2012

Andy


Andy se ne andato qualche mese fa. Il suo cuore non gli ha dato una seconda possibilità.
L’ho incrociato per qualche anno per motivi di lavoro. Era uno di quei geni creativi che hanno contribuito alla crescita di internet. Un creativo contro cui spesso mi sono confrontato. Il suo desiderio di vedere realizzata un’idea con poco e in pochissimo tempo non collimava con la mia necessità di farla durare nel tempo. A causa di questa incompatibilità entrambi abbiamo passato de momenti difficili. Lui non riusciva a realizzare in tempo e io non ero in grado di garantirne il funzionamento nel tempo.
All’inizio non mi stava simpatico perché condizionava, con il suo parlare solo inglese, decine di persone a usare una lingua straniera durante le riunioni. Uno vinceva contro al maggioranza, dove ciascuno, mai e poi mai poteva alzare bandiera bianca e dire : “ Scusate io non capisco niente !”.
Quando con il tempo cominciò a comprendere l’italiano, per non essere frainteso, continuò a esporre le sue idee solo in inglese.
Con il tempo i motivi di collaborare si diradarono e quando ci fu l’occasione di incontrarci, si parlava d’altro e ci si capiva di più. Per molto tempo lo hanno dato per partente, ma quando ritornò davvero a Londra non passò a salutare.
La notizia della sua morte piombò improvvisa. Per qualche giorno se ne parlò quando ci si incontrava tra quelli che lo avevano conosciuto.
Stamattina una mail di Facebook, che quotidianamente mi invita a conoscere questo o quello perché amico di uno che conosco, mi chiedeva se per caso conoscessi Andy. Avevamo degli amici in comune, sottolineava la mail, quindi …. potevo stringere amicizia.
Che idiota ‘sto Facebook che si definisce social network ma non distingue chi è vivo da chi non c’è più. Come può qualcosa essere sociale quando non riesce a distinguere e dare dignità alla vita e alla morte ?
Quanti sono i fantasmi che vagano in cerca di amicizia in giro per Internet e quante saranno le richieste di amicizia, inviate da ignari, che mai saranno ricambiate ?
Un tempo l’immortalità era garantita agli artisti e ai grandi uomini. Le loro opere e gesta contribuivano a renderli eterni. Oggi basta essere tra i cinquecento milioni di  iscritti a Facebook per non essere dimenticati e continuare a vagare come anime in cerca di pace, elemosinando, senza più tempo amicizie, restando in silente ascolto come le misteriose anime dei morti che hanno turbato spesso i sonni della nostra infanzia

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