lunedì 14 novembre 2011

Le buone abitudini


La parte pigra di me, da un pò di tempo, aveva preso il sopravvento sulle buone abitudini della primavera passata.  Pian piano mi ero allontanato dalla pratica di quel po’ di attività sportiva tanto raccomandata dai medici.
Quest’estate con il caldo, preferivo le lunghe passeggiate, poi con l’arrivo del fresco, invece che riprendere il passo di corsa,  mi sono attenuto al minimo sindacale : facevo solo le corse non competitive domenicali, senza curare nessun tipo di allenamento infrasettimanale. Insomma, peggio non potevo fare concentrando tutti gli sforzi alla domenica mattina.
Ma il buon senso pazientemente ha lavorato in silenzio. Ho progressivamente notato chiari segni di affanno su rampe e scalinate, affrontate di corsa solamente qualche mese prima mentre, le corse domenicali sono diventate via via una sofferenza.

Era necessario cambiare marcia.  Stasera, quasi con noncuranza, mi sono ritrovato in tenuta da runner. Uscire e cominciare a correre mi è parso come andare in riva al mare a saggiare la temperatura dell’acqua prima di fare il bagno. In effetti qualcosa dovevo avere sbagliato. Il termometro della carrozzeria segnava 7 gradì, ma il mio abbigliamento era adatto a una temperatura di almeno 15 gradi.

“Non fa niente”, mi sono detto, “tra dieci minuti non sentirò più il freddo”.

Il freddo l’ho sentito per una buona mezz’ora e solo quando ho intrapreso la via del ritorno ho realizzato di essermi finalmente scaldato.

Sono tornato a casa più in fretta di quanto me ne fossi allontanato. Il caldo della casa mi ha ritemprato e messo un certo appetito.
Potevo in pochi minuti svuotare il frigorifero,  ma la situazione mi è ormai nota. E' bastato addentare un paio di carote per salvare l’incolumità della dispensa .

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