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lunedì 22 aprile 2013

Che fare ora ?


Strana aria di rassegnazione circonda il PD in questi giorni. Nel giro di poco più di un anno il Partito è passato da un consenso, che gli avrebbe permesso di governare senza compromessi, alla soglia dell’estinzione. Dalle stelle alle stalle, senza la minima prospettiva né volontà di risorgere.
Per tener fede alla “Responsabilità nei confronti del paese”,  si è arrivati alla situazione odierna in cui, il PDL, che tutti pensavano spacciato a Dicembre 2011, è potenzialmente maggioranza del paese e tiene le redini del prossimo governo a cui, visti i precedenti, deciderà prima o poi di “staccare la spina”, come già si è visto con il governo Monti.
Ora il PD deve chiedersi se continuare esistere e  se, ci sia tra le sue fila un Leader capace di tenere unito il partito. Non credo che tra i nomi che in questi giorni si fanno ci sia la persona giusta. La vicenda dell’elezione del PdR ha messo da parte Bersani ma, soprattutto non ha messo in buona luce Renzi, anche lui travolto dalla tempesta.
C’è, prima di tutto, il dovere, da parte del Partito di ascoltare la base, oggi molto arrabbiata e delusa di quanto è avvenuto in Parlamento.

Perché il PD ha accettato l’accordo con il PDL senza prendere in considerazione l’ipotesi M5S ?

Grillo, usando i toni forti nei confronti di Bersani, non ha contribuito alla discussione. Fosse stato meno intransigente, sin dall'inizio, le cose sarebbero andate diversamente .
Troppo tardi, quando l’accordo PD, PDL e Monti si stava delineando, ha abbassato i toni ,cercando di far intravedere una ipotesi di accordo anche per un governo, ma ormai la storia aveva preso un’altra direzione.

Cosa può fare oggi il PD ? Una cosa sola : scompaginare le carte e non fare nessun accordo di governo con il PDL, come aveva promesso in campagna elettorale. Un qualsiasi governo a tempo non sarebbe diverso dal governo Monti e quello in carica è un esecutivo con pieni poteri.

Cosa potrebbe succedere?  Si torna a votare con Il Porcellum, ma con la certezza di avere una sinistra capace di contrastare lo strapotere ritrovato del centrodestra.

Un’ultima considerazione. Le primarie sono un bellissimo esercizio di democrazia, ma devono essere affrontate con spirito di unità, perché sono un momento di discussione tra persone con la stessa direzione politica. Le ultime sono state occasione di divisione e hanno prodotto il risultato di portare molti voti al movimento M5S.  Forse, tutto ciò ,non è stato un caso, ma solo il primo segno, sottovalutato, di quanto successo la settimana scorsa in Parlamento. Già allora era cominciata la frantumazione del PD.

venerdì 16 novembre 2012

Ordine Pubblico


L'ordine pubblico è quell'insieme di norme fondamentali dell'ordinamento giuridico riguardante i principi etici e politici la cui osservanza ed attuazione è ritenuta indispensabile per l'esistenza di tale ordinamento.”
Questa è la prima riga della definizione che si trova su Wikipedia, che poi continua con una spiegazione molto accurata.
Si parla di ordine pubblico, ad esempio, ogni qualvolta una manifestazione esce dai binari della normale protesta democratica, sfociando in scontri e violenze. Le manifestazioni di protesta di questa settimana, che in alcune città sono state caratterizzate da violenti scontri con la polizia, sono state l’occasione per aprire discussioni e confronti sulla violenza e sulle misure per fronteggiarla. Purtroppo la violenza di pochi porta  spesso a offuscare le valide motivazioni della protesta.
La violenza è sempre un comportamento da condannare, quando in un paese democratico c’è la libertà di manifestare a favore o contro l’operato dei governi. Spesso l’imponenza di certe manifestazioni ha indotto azioni correttive riguardo a leggi che apparivano oltremodo impopolari. Manifestare è un diritto, mentre la violenza è un sopruso mai giustificabile.
Ma ritornando alla definizione di Wikipedia, il concetto di Ordine Pubblico sembra essere ben più ampio ma pure sul significato di violenza vorrei fare delle considerazioni.
Tutti contribuiamo all’ordine pubblico perché seguiamo “principi etici e politici” dettati dall’ordinamento giuridico. Chi non si attiene a queste regole va in qualche maniera perseguito. La polizia si preoccupa di garantire la sicurezza dei cittadini reprimendo e isolando i violenti. Così accade o dovrebbe accadere anche nelle manifestazioni. La realtà a volte è diversa e le discussioni e le  testimonianze di questi giorni riportano nuovamente a galla la questione : appare difficile isolare i violenti dai normali cittadini e, per questo motivo, quest’ultimi vengono confusi con i primi.
Penso sia corretto condannare la violenza ma è altrettanto corretto usare le giuste contromisure.
Ma veniamo al discorso relativo alla violenza. Tutti noi riconosciamo il concetto di violenza legato a azioni che ledano, anche fisicamente, la libertà e l’incolumità dei singoli cittadini. Quindi quando vediamo atti di violenza la condanna è immediata e anche le misure atte a reprimerli scattano il più delle volte in tempi brevissimi.
Ma non sempre la violenza è palese condannabile e immediatamente reprimibile. Mi riferisco all’imbarbarimento etico politico che ha portato a vivere la crisi che ha fatto nascere le proteste di questa settimana nelle città di tutta Europa.
Limitandoci al nostro paese e alle notizie di mala politica, cattive amministrazioni e uso privato di risorse pubbliche mi viene naturale classificare tutti questi atti nella categoria degli atti violenti. Anzi lo sperpero di milioni di euro da parte di politici e amministratori, va a limitare e incidere sulla libertà dei singoli cittadini, oserei dire, in modo analogo a chi con una spranga spacca una vetrina.
Pensiamo a come una corretta amministrazione del bene pubblico potrebbe garantire una scuola che dia un futuro ai nostri figli, una ricerca capace di rinnovare il tessuto produttivo del nostro paese oltre che una gamma di servizi nel segno della solidarietà verso chi è meno fortunato.
Sono inaccettabili errori di bilancio di milioni di euro, quando ciascuno di noi spesso deve fare i conti con il singolo euro. Questa è una violenza e una mancanza di rispetto che non deve essere accettata a tutti i livelli, partendo dai più piccoli enti locali passando per i partiti (dove chissà perché regna l’approssimazione), sino ad arrivare ai livelli più alti dello stato.
Quindi perseguiamo i violenti, quelli che rovinano le manifestazioni, ma anche coloro che con la  cattiva gestione del bene pubblico attentano alla qualità della vita di noi tutti. Mi verrebbe da dire  … prendiamoli a manganellate!, come fanno gli agenti con certi manifestanti, ma soprattutto mandiamoli via, impedendo loro di toccare ancora un solo cent  di bene pubblico.
L’imbarbarimento di questi ultimi anni ci ha portato a tollerare i furbi e i ladri che rubavano dalle nostre tasche. Cambiare la classe politica penso sia fondamentale ma è fondamentale garantirne il ricambio, impedendo che la politica diventi un lavoro quando deve rimanere una missione oltre che un servizio.

venerdì 6 aprile 2012

La Distrazione


Chissà cosa staranno pensando tutti i  militanti della Lega che fiduciosi e ossequiosi al capo gremivano Venezia o i raduni di Pontida, vestiti da Celtici con tanto di elmo e spada ?
Non oso pensare come alcuni di loro, oggi, userebbero quelle lance e quegli elmi ….

Il primordiale slogan “Roma Ladrona”, ritorna alla mente sinistro e beffardo. E’ stato il motto di un’onda impetuosa, un segno di ribellione di chi si sentiva onesto e migliore, ma è diventato con il tempo, il segno di un destino. A Roma basta sostituire Padania e la trasformazione è presto fatta.
Padania, il marchio su cui è stato incentrato il marketing della Lega, evaporerà come molte delle “ideologie” leghiste. Non potrà resistere al peso della vergogna ne al peso del raggiro perpetrato nei confronti di chi ci ha creduto fino in fondo. Per chi si troverà tra le mani la pesante eredità di far sopravvivere la Lega non sarà facile reinventare qualcosa in cui far credere la gente del Nord Italia.
La “genialità” di Bossi è stata quella di porre l’asticella talmente alta da sfiorare il sogno, ma proprio in quanto sogno è stata, negli ultimi 25 anni, l’utopia irraggiungibile dei suoi seguaci.
Egli è riuscito a  distrarre tutti dai problemi veri, allontanando sempre più la verifica, come un saltatore in alto che salta una misura per cimentarsi nella prossima. Ogni volta che serviva intorpidire le acque, nascondere il malessere e, oggi sappiamo, il malaffare, la grande utopia usciva dagli altari Celtici, simboleggiata dall’ampolla del Po o scandita nei roboanti discorsi di Pontida. Che strano il Popolo del Nord, tanto scaltro e efficiente nel lavoro quanto ingenuo e credulone davanti al “senatur” a cui per anni abbiamo perdonato ogni blasfemia come si fa, di solito, con una persona che non sa ne intendere ne volere.
Per intendere, intendeva e quel che voleva, lo ha preso a man basse.
Non tutte le persone del Nord Italia sono e sono stati Leghisti. In molti, in silenzio o brontolando ci siamo chiesti con che delega questi signori si sono appropriati della nostro senso di appartenenza e del nostro territorio senza nemmeno l’ombra di un voto di maggioranza.
L’arroganza della Lega è stato l’aver parlato in nome di troppi, come se le adunate di Pontida fossero la prova di un referendum plebiscitario.
Quante volte ho pensato : “Non in nome mio”, sentendo le aberrazioni dialettiche, talvolta razziste di questi personaggi. Mai mi sarei aggregato alle orde di guerrieri celtici provenienti dalla Brianza o dalle Valli Bergamasche, tante volte minacciate da Bossi.

Sembra di essere ritornati  negli anni 90, periodo della grande crisi dei partiti. Nel giro di qualche mese sono usciti di scena due dei più grandi artefici della politica scellerata degli ultimi venti anni.
Nel regime consolare (Monti - Napolitano) in cui stiamo transitando, Pd e PDL stanno sopravvivendo, solo grazie al supporto che stanno dando all'attuale governo, ma nei pressi delle elezioni del prossimo anno, nel caso il Professor Monti decida di non candidarsi, rischiano seriamente di esplodere o implodere.
Cosa stanno facendo gli Italiani ? Come sempre si mettono nelle mani di qualcuno. Fino a pochi mesi fa credevamo al “ghe pense mi” di Berlusconi, oggi hanno affidato il proprio futuro nelle mani e le capacità di un Professore e di un ex Comunista quasi novantenne, che data l’età, deve essere stato un comunista vero.

Dopo quanto sta succedendo viene spontaneo chiedersi a quale politica siamo destinati, quale nuovo significato dare a questa parola. Ci stiamo avviando verso la politica del condottiero illuminato o ritorneremo al quella dei partiti del secolo scorso ?
Ero pessimista nel pensare che la nostra educazione civica fosse ormai deteriorata al punto tale da dover attendere il naturale ricambio generazionale per rinnovarsi,. Oggi invece, sono un po’ più ottimista. Forse il buon esempio e la buona fede di una nuova classe dirigente può accelerare il processo di normalizzazione .
A confortarmi in questo è il forte impatto mediatico dei blitz contro l’evasione fiscale. Questi stanno sgretolando quella credenza "morale", che faceva degli evasori dei furbetti da imitare, piuttosto che etichettarli come dei semplici ladri.
Ora molti sentono il bisogno di più giustizia sociale e più senso di condivisione e appartenenza.

Ma la stagione che ci separa dalle prossime elezioni politiche è troppo breve perché possa attecchire una nuova coscienza civica. Forse ci servirebbe un periodo “consolare “ più lungo o come dice chi fa politica di una nuova fase Costituente, capace di rigenerare le coscienza di tutti aggiornando le regole alla luce della nuova realtà e dei passati disastri.
La politica, quella stantia e superata del secolo scorso, deve farsi da parte accettando un periodo di incubazione, in attesa che fioriscano nuove idee e nuove coscienze.

martedì 22 novembre 2011

Il fuoriclasse


Quando una partita di calcio non va per il verso giusto, e la propria squadra sta perdendo, il più delle volte ci si affida ai miracoli che, in quanto miracoli, sono molto difficili se non impossibili da realizzarsi. Quando ancora le speranze non sono del tutto andate, si è soliti individuare chi, tra gli undici in campo, possa essere considerato il maggior responsabile della débâcle.
Talvolta, fatta la dovuta selezione, si ne invoca a gran voce la sostituzione pensando che il sostituto possa portare linfa e energie nuove, tali da raddrizzare il risultato.
La richiesta diventa spesso tanto più alta tanto più si ritiene che tra i giocatori in panchina ci sia un fuoriclasse o un potenziale talento.
Questo succede quando gli allenatori tendono a risparmiare campioni ormai sulla via del tramonto o quando, consci della capacità di un giovane, non vogliono rischiarlo nelle partite dove serve soprattutto l’esperienza.
In entrambe queste situazioni la tendenza è di utilizzare campioni o presunti tali solo nella parte finale delle partite.
Ma quando la situazione sembra ormai compromessa, ecco che giocare carte simili, rinfocola le speranze dei tifosi e il povero prescelto, nonostante tutte le sue doti, si sente gravato di una enorme responsabilità.
Anche in questo caso i miracoli sono restii ad avverarsi e, il più delle volte, la partita finisce male come già si era indirizzata, senza che i nuovi entrati possano incidere in qualche modo nel risultato.

Pensavo a questa metafora analizzando la situazione italiana, le aspettative che tutti noi abbiamo verso il nuovo governo e a quanta è stata la foga con cui abbiamo richiesto le dimissioni del governo precedente.
Gli italiani, con il governo Monti sono convinti di aver fatto entrare il fuoriclasse che tenevano inutilmente in panchina. Tutti stanno aspettando il gol risolutore che, pur senza farci vincere la partita, ci porti almeno al pareggio, salvandoci da una figuraccia agli occhi del mondo intero.
Nel frattempo, la sola entrata in campo, non sembra abbia portato nessun beneficio apparente. L’economia è sempre più in crisi e la situazione internazionale non mostra miglioramenti significativi, anzi, molti sono convinti che il peggio non sia ancora arrivato.

Ora aspettiamo impazienti le prime azioni concrete capaci di farci sognare.
Di certo, questa volta, noi non potremmo rimanere inermi spettatori, in attesa di un goal o dell’assist risolutore. Lo spettacolo sarà talmente eccezionale che, per assistervi dovremmo pagare, magari a malincuore, un supplemento al biglietto già pagato,

Speriamo che quanto vedremo valga veramente il prezzo del sovrapprezzo.

giovedì 17 novembre 2011

Note



Ministri
La compagine di governo non potrebbe essere più autorevole e qualificata. Sarà interessante capire se gli eminenti professori e rettori abbiano la capacità di mettere in pratica tutti gli insegnamenti che nei loro atenei trasmettono ogni giorno ai loro studenti. “Dalla teoria alla pratica”, è proprio il caso di dire.
Sarebbe curioso confrontare il CV di uno qualsiasi dei ministri del nuovo governo con i CV di Maurizio Gasparri o di Maria Stella Gelmini . Potremmo finalmente dimostrare, se non fosse già chiaro, come la via del potere o del “successo”  non sia sempre determinata da riconoscimenti e meriti dimostrabili.
Il mestiere di politico è davvero strano

Nuovo governo greco
Ieri il nuovo governo greco ha ricevuto un’ampia fiducia dal parlamento : 255 si contro i 38 no dell’opposizione.  Il nuovo esecutivo si avvale anche della partecipazione del Partito di estrema destra (LAOS) che, all’atto della sua fondazione sbandierava il fatto che tra i suoi sostenitori non fossero presenti ne ebrei, ne omosessuali. Ieri il suo leader ,Giorgio Karatzaferis, ha dovuto dichiarare che : l’olocausto è stato il peggior crimine che sia mai stato perpretato contro l’umanità.
Quando l’acqua arriva al ……

Spread
Mi chiedevo cosa significava “Spread”, il divario BTP-Bund che tanto ci sta assillando e stamattina di striscio il giornalista di Prima Pagina l’ha spiegato.
“Avere lo spread a 500 significa che il tasso di interesse pagato dai BTP Italiani è di cinque punti percentuale superiore a quello garantito dai Bund Tedeschi”. 

In pratica si tratta di una differenza tra due tassi di interesse.

lunedì 14 novembre 2011

La fuga del senatore


Nel ciclismo spesso i finali sono facilmente prevedibili. Ciò accade quando i tracciati pur lunghi non presentano eccessive difficoltà. In questi tipi di gare non è rado che nascano, a volte sin dall’inizio, delle fughe a cui partecipano non più di una decina di corridori. Il più delle volte si tratta di corridori di seconda schiera, che sperano di trovare la giornata di gloria, attesa da molto tempo.
Di norma fughe di questo tipo vengono snobbate dal gruppo e non è rado che i fuggitivi riescano ad accumulare, in pochi chilometri, diversi minuti di vantaggio. Ma quando la gara sembra ormai segnata, ecco che il gruppo, risvegliato da chi punta concretamente alla vittoria, accelera improvvisamente e si riporta in breve tempo a poca distanza dai battistrada.
In questa situazione la corsa è segnata, i fuggitivi sono tenuti a distanza di sicurezza fino a  pochi chilometri dall'arrivo quando un’ulteriore accelerazione porta a ricompattare il gruppo e la vittoria è decisa da una volata generale.
Dopo l’entusiasmo di sabato sera quando, con le dimissioni del sig. B, mi sembrava di essere entrato in una nuova era, già da ieri, seguendo tutte le puntualizzazioni di leader politici, ho cominciato a percepire un certo pessimismo.
Il nuovo governo, non ancora nato, temo che rischi di fare la fine di quei ciclisti fuggitivi tenuti a tiro dal gruppo, per poi essere ripresi a pochi metri dal traguardo.
Il sig. B, più che dimettersi per il bene del paese, ha preferito fare un passo indietro con l’obiettivo di riorganizzare il suo partito che ormai si stava sbriciolando, per sferrare, quando lo riterrà opportuno, l’attacco decisivo. Se riuscirà a far ritornare a "casa", e di certo per ottenere ciò non lesinerà sforzi e risorse, i transfughi degli ultimi mesi, potrà decidere a suo piacimento le sorti del governo e la data delle elezioni.
L’esperienza della Bicamerale di qualche anno fa dovrebbe avere insegnato qualcosa !
Sono sempre più convinto che la strada verso l’Italia che vorrei sia ancora lunga e impervia.
Buona Fortuna Senatore Monti.

martedì 8 novembre 2011

La fine del letargo

Il Sig. B., cada oggi o cada tra qualche giorno, non è più il futuro dell'Italia.
Possiamo aspettare che tutto ciò che riguarda questo tramonto si compia. Non serve più nemmeno la pazienza e al Sig. B. nemmeno servono più i soldi a fare da collante nel suo governo e nella maggioranza che lo sostiene.
Pensare che tutti coloro che pian piano si stanno sfilando dal PDL, passando all'opposizione, siano animati dalla convinzione che bisogna cambiare per il bene del paese, sono convinto sia pura illusione.
Molti di loro cercano una zattera che li traghetti in salvo dal crollo che potrebbe interessare il partito di governo.
Ciò che ci aspetta, non è prevedibile, nemmeno dai più illuminati analisti politici, ma soprattutto non è scontato che si ricominci a risalire la china, dopo aver toccato il fondo.
Facili entusiasmi possono far abbassare la guardia, perdendo di vista chi con astuzia cercherà di occupare il vuoto di potere che inevitabilmente nei prossimi tempi verrà a crearsi.
Insomma "al peggio non cè mai fine".

Potranno emergere nuovi leader (Renzi), leader riconvertiti (Montenzemolo ) o menti grigie (Monti) capaci di far cambiar marcia al paese ma nulla potranno se non saranno capaci di far emergere la parte buona del paese.

La parte buona del paese è stata per molti anni in silenzio, disapprovando la secessione, pagando le tasse, difendendo le classi più deboli, chiedendo il rispetto di chi lavora, reclamando una corretta informazione e chiedendo a gran voce amministratori onesti a tutti i livelli.

Esiste l'Italia che crede in valori sani. Il letargo è finito! E' ora di uscire, la bella stagione sta finalmente arrivando.

giovedì 4 agosto 2011

Quando ci vuole....

Stupisce l'estremo rispetto delle istituzioni che in questi giorni sta dimostrando il popolo italiano.
Sembra dire, composto, come mai prima d'ora :
“ C'è un governo eletto democraticamente, lasciamolo  lavorare !”

La situazione sempre più difficile, che peggiora di giorno in giorno, non scalfisce questa granitica fiducia nelle istituzioni democratiche.
Nulla riesce ad insinuare il dubbio, il sospetto che, chissà, magari quelli là al governo non ci stanno capendo un c...., oppure, altro non fanno ,che continuare a resistere aggrappati alle sedie il più a lungo possibile.

I segnali arrivati attraverso il voto contrario di maggio e giugno, non hanno consigliato il capo del governo e i suoi scudieri a una ritirata strategica, lasciando la nave un attimo prima del naufragio.

Sembrano tutti fedeli al loro mandato di servitori dello stato.

Ora la nave sta colando a picco. L'invito a fare un passo indietro, che arriva da molte parti, è ancora inviato con discrezione, quasi fosse un consiglio amichevole.

Non bastasse ancora, qualcuno potrebbe procedere usando modi meno garbati, mettendo per un attimo da parte “il rispetto per le istituzioni democratiche”.
Quando ci vuole … ci vuole.



domenica 19 giugno 2011

La Recita di Pontida

Oggi si è svolta quella che definirei "La recita di Pontida", già concoradata e provata nei giorni scorsi ad Arcore.
Dispiace vedere il cosidetto "popolo leghista", quelli che si rifanno al grande Alberto Da Giussano , farsi raggirare per l'enesima volta con promesse e false minacce.
Quanti di coloro che oggi erano sullo spiazzo di Pontina, tornando, si saranno resi conto della farsa a cui hanno assistito ?

La Lega, ha oggi decretato la sua fine o comunque l'inizio di un periodo in cui rischierà di diventare uno dei tanti partiti da "prefisso telefonico".
La troppa dipendenza di Bossi da Berlusconi è all'origine del disastro.

Oggi su Rai 3, andava quasi in contemporanea all'intervento di Bossi, un'intervista a Mario Monti, ex Commissario Europeo.
Il confronto a distanza, anche su temi analoghi, metteva tristezza, considerando il fatto che, chi sta al governo stava parlando sul prato di Pontida.

venerdì 17 giugno 2011

Oltre il Quorum

Da bambini ricevere uno schiaffo era una delle cose più umilianti e a dirla tutta, se  ricevuto per un giusto motivo, spesso una delle azioni più efficaci, per non dire educative
Certi schiaffi non li ho dimenticati e certi errori non li ho mai più commessi.

In quei frangenti, rosso di vergogna e con la guancia in fiamme, cercavo di minimizzare il danno e la frase più comune che riuscivo a spiaccicare era :
Tanto non mi hai fatto male !”, sfoderando una finta indifferenza.

Dopo il referendum si è parlato molto di schiaffo. Molti degli sconfitti hanno ammesso la portata e l’efficacia senza campare scuse.
Altri, il Presidente del Consiglio prima di tutto, hanno invece cercato di minimizzare l’accaduto:
Sintomatica è stata di certo la frase di Berlusconi che affermava : “ Bene, vuol dire che faremo a meno del nucleare “.
Sentendo ciò mi è tornato alla mente quelle mie difese da bambino : “Tanto non mi hai fatto male !”, pur sapendo che la portata era ben altra.

Berlusconi ha così cercato di circoscrivere l’accaduto ai soli quesiti dei referendum, ritirando o dimenticando la sfida lanciata, invitando la gente a non andare a votare, che aveva trasformato la tornata elettorale in un plebiscito pro o contro di lui.

I referendum hanno avuto la loro importanza. Le domande erano importanti e sulle cose importanti nessuno di noi può e vuole tirarsi indietro, ma questa questa volta, molti sono usciti di casa per recarsi al seggio, anche per rafforzare quel messaggio di condanna verso l’operato del governo che già le elezioni amministrative avevano lanciato.

Il messaggio allora non era stato colto, i referendum sono stati l’occasione per ribadirlo.
Berlusconi fatti da parte !”.

Le iniziative del governo per recuperare credibilità sono state tra le più ovvie.
Naturalmente è ritornato a galla il discorso della riduzione delle tasse, la cosa più ovvia che si poteva dire o promettere, cercando di sensibilizzare i cittadini sulle questioni a loro più care e controverse.

Il tema è stato poi raffreddato dallo stesso ministro del Tesoro, che non sembra più dell’idea di seguire Berlusconi nelle sue iniziative populiste ma inattuabili.
Per contro non si è più parlato del trasferimento dei ministeri al nord per tener buono il popolo leghista. Ora ci vuol ben altro !
E’ riemersa ancora la questione della riforma della giustizia, qualche giorno fa, per bocca del Presidente del Consiglio, ma ormai conosciamo la sua personale necessità di sfuggire alla giustizia che lo sta “perseguitando”.
In ogni caso quest'ultima riforma non è tra le priorità degli Italiani.

Chi pensa di aver vinto, mi riferisco alla sinistra, non deve sentirsi vincitore, ma in primo luogo deve capire come potrebbe ripresentarsi alle elezioni come una forza di governo credibile.
Oggi non si può dire chi potrebbe uscire vincitore da un turno elettorale che riproponesse la stessa classe dirigente che oggi si trova in Parlamento. Servirebbe una legge elettorale che rimettesse nelle mani dei cittadini la scelta delle persone.
Ma oggi c’è in Parlamento una maggioranza capace di riformare l’attuale legge elettorale ?
Forse no e per questo credo che avremo bisogno di un giro a vuoto al solo scopo di definire una maggioranza dotata di un po più di buon senso o semplicemente depurata da Berlusconi.

I tentativi di sopravvivenza del governo, potrebbero riuscire a prolungarne la vita fino al termine naturale della legislatura, ma il senso dello stato dovrebbe consigliare un passo indietro agli attuali governanti. Potremmo così accelerare quel processo di cambiamento che la maggioranza degli italiani, con i voti di questi ultimi tempi, richiede con forza.

Poi c'è la Lega, uscita fortemente ridimensionata dal voto, che a questo punto non sa più cosa raccontare al popolo padano, da anni raggirato da promesse che, partite dalla scissione si sono via via ridimensionate fino a ridursi al trasferimento al Nord degli uffici di rappresentanza dei vari ministeri.

Cosa succederà a Pontida domenica prossima. L'unica cosa che resta da fare a Bossi è abbandonare al suo destino sia il Governo che lo stesso Berlusconi, per evitare che la Lega venga travolta dal diluvio che potrebbe imperversare nei prossimi mesi.
Ognuno per proprio conto, sperando che la sinistra, non offra una scialuppa di salvataggio a un partito che più di ogni altro ha deluso i propri elettori. Credo sia opportuno che la Lega, a questo punto, recuperi autonomamente una dignità di partito di governo ora del tutto perduta.

mercoledì 18 maggio 2011

E' cambiato il vento


“E' cambiato il vento”, sembra pensare convinta la gente, leggendo ognuno a modo proprio, il risultato del voto.
Partiti e comunicati ufficiali, come ad ogni elezione, offrono una rilettura interessata e mai negativa dei risultati. “Storia vecchia e ormai prevedibile”. Le elezioni non le perde mai nessuno al massimo si pareggiano.
Poi questa volta, per chi ha pareggiato, esiste ancora il ballottaggio dove c'è la possibilità di trionfare e ribaltare risultati e pronostici.

La partita, specie quella milanese, come fosse il derby che assegna lo scudetto, è una di quelle in cui non saranno risparmiati agonismo e entrate al limite se non addirittura oltre.
I prossimi quindici giorni saranno incandescenti e non mi stupirei che qualcuno fosse già al lavoro su dei dossier custoditi con cura, appunto per le grandi occasioni.

Il potere dei soldi e l'insinuazione del dubbio, potrebbero riportare il vento nella direzione di un tempo ?
Non sarebbe poi così strano se succedesse, ma è solo una questione di tempo. Stiamo aspettando da qualche lustro, aspettare ancora un po' non guasta e, con un pizzico di fortuna l'attesa potrebbe risolversi in qualche settimana.

L'importante non farci trovare impreparati al momento dell'ultima raffica.

domenica 15 maggio 2011

Il voto

 Oggi votano dodici milioni di persone.
Tutte queste persone sono chiamate a votare per i propri amministratori locali, ma la propaganda elettorale e la politica di questi anni, ha trasfigurato la necessità di scegliere persone capaci di amministrare la cosa pubblica in un referendum pro e contro il solito manipolatore.

Non sono interessato dal voto, ma pur accettando la qualità della politica e dei politici di questi anni spero che questo pozzo di San Patrizio dentro al quale, da più di venti anni, stiamo sprofondando finisca e si possa ritrovare la strada per risalire a rivedere le stelle.

Penso che non esitano leggi elettorali che possano travisare il voto di un popolo stanco dei propri governanti. Quindi è importante capire il voto di oggi con la speranza, del tutto personale, di poter intravvedere anche piccoli segnali se non grandi stravolgimenti che alimentino la speranza di un ritorno alla normalità da cui iniziare a ricostruire il senso civico del nostro paese ormai spazzato via.

mercoledì 4 maggio 2011

Il nuovo decennio

 Il corso della storia sembra sterzare verso una direzione inaspettata. I primi mesi di questo 2011 (sembra che ogni primo anno di decennio risulti determinante per i rimanenti anni), stanno mandando messaggi nuovi al mondo, messaggi veicolati da movimenti spontanei nati in prevalenza dalle nuove generazioni.
Abbiamo passato gli ultimi 10 anni paralizzati dalla paura di atti terroristici. Dal 11 Settembre 2001 , giorno dell'attentato alle Torri Gemelle, ci siamo sentiti braccati da un nemico invisibile capace di infiltrarsi e colpire qualsiasi obiettivo con conseguenze inimmaginabili.
Abbiamo passato 10 e più anni, terrorizzati dai fondamentalismi religiosi. In particolare il fondamentalismo islamico sembrava un spettro che poteva espandersi e padroneggiare in tutto il mondo occidentale, come un'orda barbarica.
Poche le eccezioni : il regime Libico e il regime Egiziano.
E il fondamentalismo islamico con il suo movimento terroristico più potente, al Qaida, non si è fatto attendere e, dopo le Torri Gemelle, sono seguiti gli attacchi di Madrid e di Bali.
Negli ultimi anni pur attraversando momenti di alta tensione, soprattutto determinati dalle posizioni intransigenti del governo iraniano, gli estremismi religiosi si sono fatti sempre più silenziosi e tutto l'occidente pur tenendo alta l'attenzione ha cominciato a manifestare un leggero rilassamento.

Molti erano le questioni aperte. In primo luogo Osama Bin Laden era ancora a piede libero e l'Afghanistan non stava facendo quei passi determinanti verso la stabilità politica che tutti auspicavano. Nessuno sapeva fino a quando una situazione simile poteva durare.

Poi cominciano le sommosse in Tunisia. Ben Ali se ne va, Mubarak lo segue di li a poco. La Libia insorge per rovesciare Gheddafi, ma le cose sono un po' più complesse.
Seguono i tumulti in Siria e qualche timida protesta in Iran. Tutti questi movimenti hanno una caratteristica in comune. Nascono dai giovani, nascono dalle loro speranze di benessere ispirate da modelli occidentali, veicolati attraverso internet e i nuovi mezzi di comunicazione ma, soprattutto in questi movimenti non c'è traccia di qualsiasi tipo di fondamentalismo. Al Qaida pur tentando di attecchire fallisce rimanendo fuori dai giochi.

Ancora non siamo alla fine del cambiamento, che sicuramente si allargherà ad altri stati, ma probabilmente il decennio caratterizzato della paura dei fondamentalismi religiosi sembra terminato.

Per finire Osama Bin Laden viene catturato, eliminato e dimenticato in mare.
Come in un copione accuratamente costruito, la morte di colui che era stato il simbolo per tutti i fondamentalisti, ha forse segnato pure la morte dei movimenti che si riconoscevano in lui, morte decretata già prima dagli avvenimenti di questi ultimi mesi.

Con il 2 maggio inizia il nuovo decennio. Le premesse di un cambiamento ci sono tutte. Internet si è rivelato il modo più semplice e incruento per esportare se non la democrazia, come si voleva fare con gli eserciti non più di qualche anno fa, almeno idee e germogli di libertà universalmente riconosciuti capaci di bypassare ogni tipo di censura.

Obama, il Presidente americano, ricevette due anni fa il Premio Nobel per la pace. A quel tempo non aveva fatto niente. Era solo il segno tangibile di una nazione che voleva un cambiamento. Fu un Nobel basato su aspettative e speranze. Oggi, a due anni dalla sua elezione, Obama dopo aver attraversato una delle più grosse crisi economiche della storia americana, con gli ultimi risultati manterrà la promessa fatta del disimpegno americano dall'Afghanistan.
Bin Laden non c'è più, la missione iniziata dieci anni fa è compiuta, ma soprattutto, si può guardare al futuro con un po' più di ottimismo.

giovedì 24 febbraio 2011

Il Tiranno e i Gelsomini

La rivolta libica, nasce come le rivolte Tunisine ed Egiziane, tra i giovani, tra coloro che più di tutti riescono a trasformare Internet e i nuovi mezzi di comunicazione, aggregazione e socializzazione, in crescita culturale e presa di coscienza dell'assoluto significato dei valori.

Prima che tutto questo fosse possibile, il significato delle parole “libertà e democrazia”, è stato modificato e, spesso stravolto, ribaltando il messaggio dei valori di cui erano portatrici.
Oggi tutto questo non sembra più possibile. Le parole democrazia e libertà difficilmente assumeranno, in futuro, significati condizionati dai poteri locali. Diventeranno valori planetari su cui il mondo intero, se tutto ciò continuerà, potrà vigilare.
La libera circolazione dell'informazione, capace di diffondersi verso tutti partendo da qualsiasi punto sta sbaragliando chi ha “a cuore” la gestione del potere.

Come potrà essere gestito il potere in futuro se sottoposto, in continuazione, al controllo di una commissione  planetaria ?
Nei prossimi anni, se qualcuno non porrà veti e limitazioni, tutto questo continuerà. Saranno messi in discussione le autorità dei giornali e delle fonti “ufficiali” continuamente vigilate in un mondo sempre più in presa diretta che della rete farà il proprio archivio storico.

Internet, Facebook, i Blogger stanno cambiando il corso della storia. Non mi riesce di pensare oggi, che, in un mondo di questo tipo, possa prevalere il male, perché sono convinto che la maggioranza delle persone porti in se lo stesso concetto di bene.

Così succede che un Blogger riesca ad accendere la miccia della rivolta contro la tirannia in Libia e che milioni di persone fondino su Internet la loro voglia di democrazia.
Ma il mondo, pur cambiando, sembra sempre uguale a se stesso e il male rimane comunque difficile da estirpare.
Il tiranno vedendosi minacciato, si aggrappa ai vecchi, quanto il mondo, metodi di gestione del potere usando la forza in maniera spropositata. I morti si contano a migliaia.
I mercenari, chissà , forse reclutati essi stessi via Internet, sparano sulla folla senza fare distinzioni sui bersagli.
Forse siamo vicino all'epilogo, ma questa rivolta partita emulando quella "dei Gelsomini" di Tunisia ed Egitto, si sta tramutando in una vera guerra civile.
Fino a quando i ribelli avranno la forza di scavare fosse comuni per seppellire i loro compagni caduti ?
Nessuno ancora sa come andrà a finire.

domenica 14 novembre 2010

Dal sito "noisefromamerika"

Il giorno 21 settembre 2010 il deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare parecchi più anni di contributi per maturare il diritto alla pensione.
Indovinate un po' come è andata a finire:
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498.


Versione Originale

giovedì 4 novembre 2010

Il sistema elettorale Lettone

Il sistema elettorale della Lettonia ha una particolarità molto interessante.
Anch'esso è basato su liste e preferenze.
Come in molti altri sistemi elettorali i partiti e le coalizioni in lizza  presentano le liste dei candidati.
La scheda elettorale sui cui gli elettori lettoni votano prevede due spazi.
Il primo spazio è dedicato alle preferenze per coloro che si vogliono eleggere.
Il secondo spazio da modo di scrivere delle "preferenze" relative chi non si desidera venga eletto.
Una sorta di voto contro.

Il conteggio dei voti è fatto in maniera algebrica. Voti a favore meno voti contro.

Fonte :Radio Tre - Prima Pagina del 4 Novembre 2010.

lunedì 2 agosto 2010

Politica di Agosto

Ricordando tutte le sciocchezze che la politica ci ha riservato negli Agosto andati, mi viene difficile pensare che tutto ciò che sta accadendo altro non sia che un teatrino destinato a chiudere i battenti con settembre.
Non trovo verosimile che ad Agosto possa cadere il governo con la più ampia maggioranza che si ricordi.
Penso che il nostro amato B. risparmierà sulle ferie pur di festeggiare qualche figliol prodigo che volesse tornare sotto la sua protezione.
Con i soldi si può far tutto ! Purtroppo dobbiamo rassegnarci a questo, noi che con i soldi che abbiamo possiamo ben poco.

A settembre probabilmente ci troveremo ad assistere a strette di mano e accordi di legislatura che rimetteranno le cose com'erano. Scusate avevamo scherzato, anzi il dibattito è stato utile ci diranno tra le righe assicurandoci che mai avevano pensato veramente alla rottura.

Chi vivrà vedrà ma diffidate dalle facili illusioni.

Va ricordato che nessuno dei ministri del governo si è sentito in dovere di passare per Bologna oggi 2 Agosto. Troppe cose importanti a cui pensare.

sabato 10 aprile 2010

Ma per favore !!

E va be' , ultimamente uso i punti esclamativi, sarà il livello di delusione e arrabbiatura.
Insomma finite le elezioni cominciano a parlare i vincitori.
Sembra che si voglia finalmente ripartire, e da dove si riparte ?
Dalla questione del presidenzialismo, francese, mezzo francese o altro modello esistemte sulla faccia della terra.

Mi sembra di vedere quei medici, di mestiere e non di vocazione, che mentre ti visitano parlano al telefono con non so chi delle prossime vacanze.
Insomma signori smettetela con queste divagazioni. La storia ha dimostrato che non c'è legge elettorale che tenga quando un paese decide di cambiare classe politica.

Quindi provate a pensare a qualcosa per i cittadini che vi hanno votato,
per il futuro dei loro figli che a 30 anni vivono con contratti a progetto senza futuro,
per i cinquantenni che se perdono il lavoro passano direttamente nel mondo degli emarginati,
per tutti coloro che il lavoro ce l'hanno e vogliono mantenerlo
pensate a rivitalizzare un'economia senza idee,
senza innovazione, 
che non sà più competere con i cinesi, gli indiani, ma nemmeno con qualsiasi altra economia mondiale.

Mettete tutti nella condizione di gareggiare ad armi pari,
con legge uguali per tutti.

Cominciate a cambiare al testa delle persone,
promulgate l'educazione civica, il rispetto degli altri.
Chi non paga le tasse non è più furbo degli altri e modello vincente,
ma una persona che toglie agli altri in maniera impropria.

Insomma smettetela di cazzeggiare,
la tecnica oramai la conosciamo bene.

Buon lavoro ai vincitori e ai vinti