martedì 3 luglio 2012

Cima Biologia


Sono un grande appassionato di ciclismo. Mio padre mi ha inculcato la passione seguendo  le imprese di Gimondi , Merckx, Adorni, Anquetil sul televisore in bianco e nero che stava in sala da pranzo.
Ciclismo, Calcio, Pugilato questi furono gli sport che più seguimmo in quegli anni. Dei tre, però, solo i primi due sono rimasti vivi. Il calcio si identifica, oramai, con l’amore altalenante per l’Inter e un nascente interessamento per le gesta della nazionale.
Al ciclismo invece sono molto legato e cerco non perdere ogni appuntamento importante.
Ma come per il Calcio sono stato calciatore, per il ciclismo, avanti con gli anni, ho tentato di diventare ciclista. Indescrivibile fu la gioia provata quando comprai la bici da corsa. Ero convinto di fare grandi cose.
In un certo senso feci grandi cose. Nel breve volgere di pochi mesi mi feci male più di una volta. La caduta più rovinosa mi fece passare un estate fasciato. Ma, nonostante ciò, ritornai in bici e il mio grande sogno era salire in montagna.  Cominciai con colline poco impegnative. Volevo assaggiare le mie capacità. Ero convinto di essere un grande scalatore, ancor prima che la strada cominciasse a salire.
Quando però, per salire dovetti alleggerire la pedalata mi accorsi di non avere sufficienti rapporti, meglio, di non avere sufficiente “gamba”.  Non mi capacitavo del perché di tanta fatica. Ero o non ero uno scalatore! … Non lo ero …
Mi resi conto, con rassegnazione, che ero molto più tagliato per il ciclismo che danno in televisione. Meno pericoloso e più adatto ai miei mezzi.  Ora la bici sta in garage, coperta, con le gomme sgonfie.  A volte vedendola un po’ dimenticata mi riprometto di tirarla fuori per una sgambata turistica, ma nonostante il bel tempo no l’ho ancora fatto. Vedremo.
Quando ho cominciato a studiare Biologia, immediatamente, mi sono molto entusiasmato alla materia. Mi è piaciuta subito e  ho affrontato il corso con molta passione. Ma pur sorretto da tanta buona volontà vado sempre a infrangermi contro i termini, i nomi e le sigle. L’entusiasmo non basta a memorizzarle e ordinarle quanto serve. E’ stata una delusione simile a quella provata col ciclismo, quando mi resi conto di non essere tagliato per la salita.
Nonostante tutto farò come quei velocisti che, in vista della salita, partono all’attacco sapendo di essere ripresi, ma con l’intento di non farsi staccare troppo.  All'esame concentrerò tutti i miei sforzi in quelle due ore, facendo pure affidamento sulla buona sorte. Passato l'esame, non mi rattristerò se quei nomi appiccicati alla mente per l’occasione, saranno dimenticati già dal mattino successivo.

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