giovedì 31 marzo 2011

Parametri Macchina

Pressione Massima   127

Pressione minima        80

Frequenza cardiaca     49

Il cuore va piano, come sempre. Pressione così, così.
I giorni passati sono stati caratterizzati da frequenti momenti di pressione bassa, almeno credo che di pressione bassa si trattasse.
Il solo alzarmi dalla sedia mi dava sensazioni di "volo" indescrivibili. Lunghi secondi di quasi "ebrezza" dove ho cercato di apparire il più normale possibile.
Ma di certo quello che si vuol fare apparire non è sempre ciò che appare veramente. Il risultato non è quasi mai commisurato allo sforzo, tant'è che chi mi osserva con un pò di attenzione e di cura si accorge di queste mie difficoltà sottolineandole "per il mio bene".
Mi si sta dicendo che sono un malato che può fare una vita normale e, soprattutto, che non me lo devo dimenticare. Anche questa è una opportunità importante.

Tendo spesso a dimenticare le cose importanti, a trascurare le persone importanti , tutto ciò su cui devo impostare la mia vita da qui in avanti. Ho veramente dei problemi di vista.

martedì 29 marzo 2011

Il dentino

Mio figlio, ora che ha perso il suo primo dente da latte, aspetta con la stessa ansia di quando ero piccolo, ogni mattina, il soldino lasciato dalla formichina. 
La stesso mondo di sogni e personaggi fantastici che popolava la mia mente ora fa trepidare lui, quasi cinquant’anni dopo.  Io mettevo il dentino da latte in un angolo vicino alla camera dei miei genitori. Cercavo con cura il posto migliore, dove il muro presentava una crepa che nella mia fantasia poteva condurre alla casa della formichina. 
Per qualche mattina il soldino non mancava, non mi ricordo più il valore.

Lo raccoglievo e, normalmente, passava dall’angolo della casa della formica al salvadanaio. Oggi mio figlio fatica un po’ di più a trovare le crepe tra le mura di casa, dove sistemare il dentino, il progresso ha messo in difficoltà anche la formichina che , nonostante fatichi un po’ di più a trovare la strada verso il dentino, deposita puntuale le monete come cinquant’anni fa. 

“Chissa come farà a trascinare una moneta così grande, lei che è così piccola?”, si chiede il bimbo oggi, riformulando la stessa domanda di quando ero piccolo io. 
Poi la formica sparisce, per ritornare come un segugio infallibile, quando un nuovo dentino riappare sull’angolo davanti alla sua casina.

lunedì 28 marzo 2011

Corsa sotto controllo

Finalmente, dopo aver corso per più di un mese senza tenere sotto controllo il battito cardiaco, scosso da un attimo di buon senso, ho riparato il cardiofrequenzimetro e,  ieri,  alla ormai consueta corsa domenicale, ho potuto verificare sul campo come va il mio cuore.

Anche stavolta, i Colli Uganei sono stati  lo scenario prescelto. Ancora zona Baone. Insomma per 53 anni di Baone non ne sapevo nulla, nel giro di 15 giorni ci sono passato due volte.
Magari la prossima volta ci passo a 106 anni !
Solita corsa, 13 chilometri, su è giù per rampe nemmeno tanto dolci.
Controllando il battito ho notato che con una frequenza intorno ai 135 posso correre in piano abbastanza  spedito e più sarò allenato e più spedito potrò andare. Quando la strada sale invece lo sforzo aumenta parallelamente alla frequenza e, abbastanza velocemente i battiti arrivano a 145. Anche se la tentazione sarebbe quella di un tempo, cioè tenere duro, mettendomi invece, più giudiziosamente, al passo tutto rientra in pochi minuti pur mantenendo un passo veloce.
Me ne sono tornato a casa, anche stavolta con una bottiglia di vino. La mia cantina si riempie di bottiglie a una velocità maggiore di quanto io riesca a svuotarla.
Il ristoro valeva il viaggio. Si poteva gustare dal vino (bianco e rosso), il solito panino, dolci e un brodo di ottima qualità prodotto da un lesso pure a disposizione dei podisti.


Prossimamente, il 25 Aprile  è in programma la Due Rocche a Cornuda : 27 chilometri tra le colline dell'Asolano.
Roba da intenditori.

domenica 27 marzo 2011

Cinquecento Scalini

Cinquecento scalini a scendere, cinquecento per risalire. Questo era l'avvertimento in bella vista all'entrata della Grotta del Gigante , dalle parti di Trieste.

A corredo seguivano tutta una serie di divieti che proibivano di fare foto, video, o tenere accesi i cellulari. Tanta era lunga la lista che per un attimo ho temuto anche che comparisse il fatidico simbolo del cuore. Il dubbio è durato un attimo, mentre pensavo che i 500 scalini non mi avrebbero di sicuro messo in difficoltà
Mio figlio, incuriosito dalla nuova esperienza e, di sicuro un po' in ansia, mi ha accompagnato per tutti i mille scalini tenendomi per mano.
Mi sono chiesto chi dei due tenesse per mano l'altro, ma la sensazione per me, qualunque fosse il punto di vista è stata bellissima.

La grotta,peraltro già vista chissà quanto tempo fa, mi ha allontanato dal mondo, senza spiragli di luce o suoni che si intrufolavano senza permesso.
Un silenzio immutabile che ha accompagnato per milioni di anni il lento gocciolio dell'acqua e il formarsi delle stalattiti e stalagmiti.

Lungo la via del ritorno, forse gli scalini o non so cos'altro, hanno fatto sprofondare il bimbo in un sonno, lungo quanto il viaggio.

giovedì 24 marzo 2011

No Fly Zone

Da qualche giorno questa storia della “No fly zone” mi lasciava come un senso di amaro in bocca.
Ho di certo la memoria corta, ma quando oggi pomeriggio sono riuscito ad associare la “No fly zone” con l'ormai leggendaria guerra tecnologica tanto osannata già nel corso della guerra del Kuwait e ripresa ai tempi dell'invasione dell'Iraq, ho capito il motivo del senso di disagio.

Alla fine queste guerre puntate dal cielo e, l'ennesima esperienza Libica, sembra essere l'ultima conferma, si tramutano in un tragico gioco senza capo e purtroppo senza fine.
La guerre, ancora, le conducono e le concludono i soldati di terra, tutto il resto aiuta ma risulta determinante solo parzialmente.
Saddam Hussein fu estratto dal tombino dove si nascondeva da dei semplici marines che avevano avuto le giuste informazioni. Per Gheddafi sembra ripetersi la stessa storia.
Quindi penso che, volendo concludere la partita in fretta, si dovranno impegnare migliaia di uomini, conducendo l' invasioni con i metodi di sempre, vecchi di secoli.
Certi regimi non si eliminano stando davanti a una console.

mercoledì 23 marzo 2011

Farmville

Paolo, aveva sempre sognato di poter dedicare parte del suo tempo alla cura di un orto tutto suo.
Finché non riuscì a cambiare casa, dovette per anni accontentarsi di piccole colture fatte su cassetti che teneva in garage, preoccupandosi di illuminarle e innaffiarle al meglio.
Nonostante le difficoltà, in quegli orti bonsai riuscirono piccoli raccolti, modeste quantità di frutta e verdura, sufficienti a levarsi qualche volta la voglia di gustare qualcosa di veramente genuino.

Fu così così che, forte di quei piccoli successi, con caparbietà cercò una casa che fosse provvista del terreno sufficiente per allestire l'orto che tanto desiderava. Quando trovo ciò che faceva per lui, sbrigate le pratiche, fece di tutto per potersi trasferire, nel più breve tempo possibile. Pensava in grande e, già prima di andare ad abitare nella nuova casa, fantasticava su cosa poteva seminare e coltivare, e i suoi pensieri si spingevano fino a calcolare quanto avrebbe potuto ricavare dalla vendita dei suoi prodotti.

Finito il trasloco e tutto il trambusto che sempre accompagna un cambiamento, finalmente venne il giorno in cui, armato di tutti gli attrezzi necessari, e forse anche di qualcosa di più, cominciò a dissodare e preparare il terreno dove erano ancora presenti le coltivazioni del proprietario che lo aveva preceduto.

Lavorò sodo, ma probabilmente l'inesperienza e un po' di arroganza, gli fecero dimenticare quanto fosse necessario rivitalizzare il terreno con dell'ottimo fertilizzante. Pensava, convinto, che fatta la semina il raccolto altro non fosse che la naturale conseguenza e dimentico di quando curava l'orto bonsai, non si curò né di estirpare le erbacce e né di innaffiare periodicamente il tutto.

Dopo un po' si rese conto di quanto faticoso fosse quel lavoro e quanto difficile fosse fare degli ottimi raccolti, al riparo da parassiti e malattie che purtroppo spesso intaccavano le piante.

Deluso e smarrita la passione iniziale, Paolo abbandonò la cura della terra, ma per non lasciarla incolta la affittò a un contadino, che abitava li vicino, a cui chiedeva in cambio, una piccola percentuale del raccolto.

Per i primi tempi tutto filò per il meglio. Il contadino pareva saperne e le semine fatte sembravano promettere dei buoni raccolti.
Ma per Paolo, stare dietro le quinte non era la sua indole. Forte del fatto di essere il proprietario, cominciò a chiedere, consigliato da chissà chi, colture sempre più strane. Addirittura più di una volta capitò che chiedesse la sostituzione delle coltivazioni prima ancora che queste potessero maturare. Altre volte, preso dallo strafare, pensò bene di chiedere al povero contadino delle semine fuori stagione.
L'orto, in certi periodi, era coltivato con una quantità tale di coltivazioni da non garantire produzioni significative e il povero contadino si trovò ben presto in difficoltà nel seguirle tutte.

Tanta fu la confusione che i raccolti furono sempre più miseri, anche a causa del fatto che le coltivazioni fuori stagione finivano quasi sempre o bruciate dal sole estivo o nella morsa dalle prime gelate autunnali,
Il contadino, che inizialmente si era preoccupato di consigliarlo al meglio, decise di assecondarlo senza fare una piega di fronte alle sue bizzarre richieste.

Ben presto, Paolo capì che in quella casa non ci sarebbe più stato, promettendo a se stesso che mai in futuro si sarebbe occupato della cura dell'orto, consapevole di non essere adatto per quel mestiere. Appena trovò qualcosa di interessante si trasferì e non se ne seppe più nulla
Lo videro qualche anno dopo mentre parlava, di non si sa cosa, a una platea un po' assonata.

Un Blog lungo un anno

Il 23 Marzo 2010, esattamente un anno fa è cominciata l’esperienza di questo blog.
E’ stato come intraprendere un viaggio senza meta. Sentivo la necessità di fissare tutto ciò che mi era accaduto e tutto ciò che mi stava accadendo,  anche per schiarirmi le idee scrivendo e di conseguenza pensando lentamente.
Non ero contento della mia vita, dei miei pensieri dei tanti momenti no che vivevo quotidianamente.
Fisicamente non ero al massimo, ma pian piano, stavo recuperando una condizione accettabile.

Il primo post riguardò una canzone di Ligabue , "il giorno di dolore che uno ha", scaricata sull’ Ipod perché orecchiabile ma che, ascoltandola con attenzione, scoprii avere un testo con molte analogie con ciò che stavo vivendo e avevo vissuto.
Per tutto ciò che riguarda molti degli scritti, è stato come saltare al di là del fosso, a prima del 25 Agosto 2009, per recuperare ricordi, come se mi fossi spaventato, dopo il  rischio corso, di perderli definitivamente.

Ho scritto molto per me stesso, qualche volta per chi speravo leggesse, ma anche con l’ambizione e la speranza di prendere confidenza con lo scrivere, convinto che l’esercizio continuo portasse automaticamente a un miglioramento.

Non so se questo è avvenuto, qualche volta vado a ritroso, e rileggendo trovo pensieri e frasi che oggi scriverei diversamente.
Oggi non saprei giudicare la mia scrittura e nemmeno lo voglio fare.
Mi è mancato di certo, il rapporto con la lettura, i libri, che nonostante i problemi di vista, rimane qualcosa difficile da instaurare. Da poco ho ricominciato, vedremo i risultati.

Oggi queste pagine sono un appuntamento quotidiano, su cui riverso un po’ di tutto, dall’Inter all’amore, passando per tentativi di piccoli racconti che sono la più concreta ambizione che oggi nutro.
Devo ammettere che tutto ciò mi fa vivere ogni giorno, con gli occhi un pò più aperti, con una sensibilità maggiore, capace di raccogliere idee e spunti anche da cose che normalmente possono sembrare insignificanti.

L'esperienza continua.

Buon Compleanno, QuestioniDiCuore !

Parametri Macchina



Pressione Massima       112
Pressione  Minima          64

Frequenza  a Riposo       54

Stamattina sarebbe uno di quei giorni da stare a riposo, per rispetto della frequenza minima ma, soprattutto per la  "poca voja de far ben".

martedì 22 marzo 2011

La Migrazione dell'Orsa

 E' affascinante sapere che l'origine dell'appellativo di Orsa Maggiore, che tutti noi riconosciamo a un ben definito e conosciuto gruppo di stelle, si perda nella notte dei tempi.

Ancora più misterioso sapere che di questa associazione si trovi traccia in molti dei paesi Europei e Medio Orientali ma soprattutto in molte tribù Nord Americane.

Difficile pensare che popolazioni del Nuovo Mondo possano avere immaginato autonomamente un'orsa tra quelle stelle che girano attorno al Polo Nord, anche perché l'asterismo non suggerisce affatto la forma dell'animale.
Molto simili sono anche le leggende che si trovano legate al mito dell'orsa. Come spiegare questo straordinario fenomeno ?

Molti studiosi sono convinti che il tutto nasca da un'unica radice e la diffusione del mito possa essere ricondotto alle migrazioni che si svolsero circa 15000/17000 mila anni fa quando, alcune popolazioni asiatiche passarono nel Nuovo Continente attraverso lo stretto di Bering e l'Alaska per raggiungere le praterie sterminate che si trovavano a latitudini più basse dove il clima era più mite.

Migrazioni tra paesaggi ostili e freddi completati nel corso di più generazioni, dove assieme alla quotidiana lotta per la sopravvivenza, c'era il tempo e la volontà di tramandare i miti, le leggende e i significati associati ai simboli celesti.
In definitiva quegli uomini  furono dei grandi esploratori, con la resistenza degli animali da cui spesso erano minacciati, la stessa curiosità degli odierni scienziati  che già guardavano al cielo chiedendosi cosa stavano a farci in quel mondo sconosciuto e pericoloso.

P.S. Ho ripreso a leggere. Dalle nuove letture deriva quanto scritto anche se leggere sta diventando un'impresa vista la difficoltà che ho nel posizionare il libro alla giusta distanza.
Riesco a decifrare le parole basandomi principalmente sulla loro "fisionomia" piuttosto che leggere e riconoscere le singole lettere.
La resa è vicina, urge andare dall'oculista.