giovedì 10 marzo 2011

Parametri Macchina

Pressione Massima       116
Pressione  Minima          76

Frequenza Cardiaca       45

Un pò di normalità non guasta, dopo i valori un pò su di giri di qualche giorno fa.
Con l'arrivo della primavera, arriva il tempo di qualche controllo aggiuntivo al motore.

Qualche spia sembra accendersi da qualche giorno sul cruscotto. Sarà il cambio stagione, saranno le medicine (ho cambiato modalità di dosaggio in una di queste), ma il pomeriggio mi è diventato difficile come un anno fa.

Fino alla settimana scorsa arrivavo a sera senza cedimenti di sorta, mentre da qualche giorno, verso il tardo pomeriggio, mi trovo in una condizione di sfinimento. Ho tentato con l'alimentazione, senza risultati, ma  a dirla tutta ci vorrebbe un bel letto.

Poi uscito dal lavoro, la consueta "sana" ora di traffico ritempra e permette il recupero. Ieri sera sul tardi potevo permettermi anche una corsetta.
La cura più appropiata :  qualche giorno di ferie.

Segnali dal cuore, dolori, mancanza di battiti, ecc.. non ne arrivano. Mi sembra la parte di me con meno problemi .

martedì 8 marzo 2011

La Nuvola dei Muratori - Parte 1

Tutto è nato da quando non ricordavo più come si chiamava il Posto da Malta, temevo di averlo dimenticato e in questo Google non mi poteva aiutare. Così chiedendo un pò in giro sono riuscito a recuperare la parola. 
Da là ho cominciato a  inseguire tutte quelle parole che appartenevano al mondo dei muratori con cui avevo lavorato da ragazzo. Oggi questi assembramenti di parole si chiamano Nuvole, ma a quei tempi noi non lo sapevamo.
Ne è nato l'elenco che segue, pensato per giorni, scritto in una sera, senza l'ordine del vocabolario, ma con la sola pretesa di non dimenticare.
Penso sia solo la prima parte, altre parole vagano, confuse per la mia memoria e la desuetudine me le fa apparire ancora sfuggenti, per cui la ricerca non è finita.


Il Posto da Malta : Contenitore che posto nelle vicinanze del muratore doveva essere sempre rabboccato con la malta in modo tale da non fermare i lavori.

Il Fraton : Serviva  a levigare  gli intonaci freschi in modo apparire diritti senza alcuna ondulazione. L’azione veniva detta Fratonare. Ci si avvaleva del Peneo , per spuzzare acqua in modo da ammormidire la malta.

Fratonea : Piiù grande del Fraton si usava quando si intonacava come base di appoggio della malta che doveva essere spalmata sul muro.

Mastea : Semplicemente il secchio usato per trasportare acqua, malta, sabbia e tutto ciò che poteva servire “sfuso”, magari in posti non proprio comodi da raggiungere.

Baiia : Badile dalla pala larga, usato per spalare sabbia, mescolare la malta, rifinire le fondamenta, caricare il Posto da Malta.

Vangheto : Vanga da terra usata quando ancora le fontamenta venivano scavate a mano e per tutte quelle volte che si aveva da scavare.

Picco : Piccone, usato con il Vangheto, quando la terra era particolarmente dura.

Malta da Greso : Malta usata per il primo strato degli intonaci, spesso due o tre centimetri. Usata per raddrizzare la superficie del muro, correggendo tutte le ondulature. Era fatta con Calce Idraulica e poco Cemento, che le dava un colore grigio scuro.

Malta Bianca : Applicata sopra la Malta da Greso, serviva  a rifinire la superficie del muro. Conteneva Calce Viva, bianca, da cui il nome.


Calsina : Calce Viva. Usata per fare la Malta Bianca, che veniva applicata negli intonaci.

Stasa : Stretto asse, una volta in legno poi in alluminio, usato per controllare i livelli e la levigatura degli intonaci. Ne esistevano di varie misure per adeguarsi alle diverse larghezze.

Passeto : Piccola Stasa usata per per gli stessi scopi.

Piombo :  Filo a piombo usato per verificare la verticalità dei muri e degli angoli.

Betonata : Calcestruzzo : composto da Ghiaia, Cemento e Sabbia. Usato nei solai, negli architravi e nelle fondamenta.

Betoniera : Mescolava Malta o Betonata. Un carico poteva riempire fino a 4 carriole. I primi tempi era azionata da un piccolo motore a scoppio, caratterizzato da un rumore assordante poi sostituito da un motore elettrico molto silenzioso.

Crivea Serviva a setacciare la malta in uscita dalla betoniera prima di passare nella carriola, eliminado sassi e grumi vari, entrati inavvertitamente.

Carioa : carriola

Argano : Elevatore per sollevare ai piani superiori carriole e materiali in genere. Azionato da un motore elettrico, i primi tempi era agganciato a una trave di legno poi a un carrello scorrevole che lo rese molto più sicuro.

Parancoa : Tavola in legno lunga 4 metri, larga 25 cm spessa 4 cm. Usata nelle impalcature come base di appoggio.

Toea : Tavola in legno lunga 4 metri, larga 25 cm spessa 2 cm. Usata per costruire le forme destinate a contenere il  getto di calcestruzzo.

Ponta : Puntello usato per sostenere, puntellare architravi, solai e tutto ciò che poteva cedere prima di consolidarsi.

Cristo : Svolgeva la stessa funzione della Ponta ma aveva alla sommità un supporto ortogonale che serviva a aumentare la superficie da sostenere. Questo le dava una parvenza di croce, da cui il nome.

Cassioa : Cazzuola. Ogni muratore aveva la sua personale. Spesso se la comprava a proprie spese.

Metro : Metro in legno costituito da stecche di 20 cm che si ripegavano le une sulle altre. Arrivava fino a 2 metri. Ripegato si usava tenerlo in tasca.



Armadura : Impalcatura composta da elementi assemblabili sia in altezza che in lunghezza.


Ganso : Imbragatura usata per agganciare la carriola per essere sollevata dall'argano.

lunedì 7 marzo 2011

2,01 - 14,60

Antonietta Di Martino e Simona La Mantia, due donne dai balzi prodigiosi, capaci di vincere due medaglie d'oro, le uniche per l’Italia, ai Campionati Europei di Atletica Leggera.



La Di Martino nel salto in alto, ha vinto con la misura di metri 2,01, mentre Simona La Mantia nel salto triplo è arrivata con i tre balzi al record mondiale stagionale, lontano 14,60 metri.



Due donne che hanno saputo vincere, la prima volando in alto, la seconda volando lontano.
Alla vigilia della della festa della donna due voli di buon auspicio per tutte le donne.

Campionato, il giorno dopo

Domenica, solo verso sera, mi sono interessato delle sorti dell’Inter.
In parte la vittoria del Milan, sabato contro la Juve, non lasciava scampo ai nerazzurri per la partita con il Genoa. Doveva vincere.


Non aver seguito, a conti fatti, Inter Genoa, mi ha risparmiato quarantacinque minuti di depressione, ma anche un secondo tempo rassicurante.
Alti e bassi che lasciano l’amaro in bocca, sintomi di una squadra un pò squinternata, con una difesa che traballa quasi in ogni partita.

Ma non è ancora sera !

Come in ogni corsa ciclistica che si rispetti, quando c’è bagarre, vale la pena seguire gli ultimi 50 chilometri, solo in quel tratto succedono gli episodi decisivi : gli attacchi risolutivi o i cedimenti clamorosi.
Analogamente,  anche nel campionato di calcio la bagarre per lo scudetto si è ristretta a due squadre. Per Inter e Milan staccate di una manciata di punti, diventano determinanti il derby, programmato per il 3 Aprile, la fine del campionato, la stanchezza accumulata da chi gioca da inizio campionato e gli impegni di Champions League.
La Champions, per come si sono messe le cose non sarà un problema, probabilmente per entrambe, restano le altre insidie

Mancano 10 partite. Viste all’alto le partite dell’Inter non mi sembrano così irresistibili, non conosco quelle del Milan, ma difficilmente possono essere più facili.
Poi come da qualche tempo ripeto, l’Inter ha cominciato a giocare con la squadra titolare solo dopo le vacanze di Natale e mi aspetto un finale di campionato in crescendo.
Il Milan non è nelle stesse condizioni e perdere 5 punti nelle ultime 10 partite, quando si è finita la benzina, è del tutto possibile,  anche dovesse giocare sempre con gli ultimi della classe.

sabato 5 marzo 2011

Il puzzle dei 15 numeri

 Qualche volta, e stamattina è stata una di quelle occasioni, il mio risveglio avviene in una sorta di terra di nessuno della coscienza.
Mi sveglio all'interno di un limbo dove tutto sembra indefinito, irriconoscibile lontano sia dalla memoria che dalla volontà.
Vivo una strana condizione, che dura qualche secondo, in cui non ho la percezione della mia condizione di vita.
Non riconosco in quegli istanti ne il luogo in cui mi trovo, (perchè proprio in quel letto ? In quella casa ?), come vuota è la memoria e la successione degli eventi che hanno determinato quella situazione.
Come viaggiare in uno spazio senza tempo ne confini..

Poi, dopo qualche istante, come in un puzzle virtuale, una casellina alla volta ordinatamente tutto riprende il suo posto.
Ritornano al loro posto la situazione personale, l'amore, le persone amiche, assieme a tutti gli altri aspetti come il lavoro e le condizioni di salute.

Come nel puzzle dei quindici numeri , alla fine tutte le caselline ritornano nella giusta sequenza.
Può succedere che sia lo scoramento a prendere il sopravvento o, più semplicemente, messo un piede a terra riparto con la speranza di ogni giorno.

Pietre Dimenticate


venerdì 4 marzo 2011

Parametri Macchina - Versione Serale

Pressione massima 138

Pressione Minima    83

Frequenza cardiaca 54

I valori riportati appena sopra, rilevati questa sera, non sono poi tanto diversi da quelli di questa mattina.
Stamattina mi sembravano pessimi, tanto da evitare di riportarli, come invece era mia intenzione e come molte volte faccio. Insomma li volevo dimenticare in fretta, pensando a peggioramento temporaneo. Sapevo che per timore di ritrovarli uguali, non avrei fatto la misurazione.
Il solito mio modo di non affrontare i problemi, ignorarli, far finta che non ci siano, pensando che qualcuno li possa risolvere al posto mio.

E invece, un po' in pensiero per la mia salute, ho riattaccato la macchina al braccio sinistro e, pur mettendomi disteso a letto quasi in apnea, sono ritornato a effettuare il controllo.

Sarà forse colpa del raffreddore che da una settimana mi perseguita ?
Forse sull'alimentazione ho un po' esagerato ?

Domani, promesso, rifaccio il controllo.

L'oggetto prezioso

mercoledì 2 marzo 2011

Il campo da calcio

Questo terreno, lungo quanto la chiesa è stato per qualche anno il campo da calcio dove si svolsero, durante la mia infanzia,  memorabili sfide a pallone. Il muro della chiesa, con i suoi rimbalzi è sempre stato un giocatore aggiunto, che casualmente favoriva una delle due squadre.

In molte occasioni in quello spazio, grande quanto un appartamento, si sono svolte partite a cui partecipavano anche dieci giocatori. Le dispute diventavano così una sorta di rissa dove tutti davano la caccia al pallone senza regole e,  anche la composizione delle squadre poteva variare strada facendo.

Il grande finestrone a semicerchio non subì mai le angherie delle pallonate. Fortunatamente una rete lo proteggeva. La lunga e stretta finestra, invece, fu spesso bersaglio di pallonate o rimpalli che andavano a infrangerne i vetri colorati. Le prime volte ci preoccupavamo di sostituirli, ma vista la frequenza con cui venivano colpiti e rotti, capitò che la finestra rimase per molto tempo con quache vetro rotto.


La chiesetta, situata a pochi metri da dove sono cresciuto  è dedicata a San Giovanni. Vi si celebra ancora la messa il 24 giugno e il Rosario durante il mese della Madonna.
La campanella si suona ancora tirando una cordicella che scende sul retro della chiesa.