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giovedì 24 maggio 2018

Dialogo

Oggi con la scuola siamo andati a visitare un museo dell’Hard Rock a Venezia. In realtà è un ristorante.”
Ti avranno parlato dei Led Zeppelin!”
Si”
E dei Pink Floyd ?”
Si, uno schifo”
Ma come uno schifo! E dei Beatles ? Non possono aver tralasciato i Beatles!”
Anche”
"E dei Rolling Stones?"
"Si, ma non mi interessa!"
".... e che tutto è cominciato con Elvis Presley?"
"Si"
E di Bruce Springsteen ?”
No, Non hanno detto niente”
Pensa,... se ti avessero parlato di Bruce Springsteen avresti potuto dire: Io l’ho visto due anni fa, a Roma, quando avevo 11 anni! ... Io c’ero!”
Non mi è piaciuto!”
Lo so, mi hai fatto perdere le ultime tre canzoni del concerto!”

lunedì 19 novembre 2012

Dialogo


“ Buongiorno. Ho bisogno di fare un bonifico.” , dissi ancora prima di accomodarmi di fronte allo sportello.
La commessa intenta a parlare con l’altro collega della piccola filiale di banca,  mi guardava con una sorta di ansia tipica di chi sta aspettando qualcosa o qualcuno.
 Pensai che, in quella piccola filiale di banca, non dovevano essere molti i clienti e passare il tempo poteva diventare alquanto difficile.  Il numero del mio conto corrente, 457, in parte lo stava a confermare .
Mentre mi stavo sedendo, la signorina mi aveva già chiesto nome  e cognome  e già che lo ricordavo le passai anche il numero di conto.
Lei  armeggiò sulla tastiera e in pochi secondi confermò le informazioni, numero di conto compreso.
“Devo versare questa cifra a questo beneficiario con la seguente causale”, spiegai indicando sul foglio che avevo nel frattempo appoggiato sul tavolo.
“In pratica mi vado a svuotare il conto”, aggiunsi quasi a giustificare il fatto che dopo il bonifico sarebbero rimaste poche decine di euro.
“E’ una fortuna di questi tempi poter svuotare un conto “, disse la commessa, con tono scherzoso ma seria in volto, “Vuole sapere quanto soldi ho nel mio conto ?”
Non risposi, “Meglio far cadere l’argomento “,  pensai mentre la osservavo riempire il modulo con le informazioni che trovava  nel foglio.
“Ieri avevo cercato di fare il bonifico via Internet, ma il sito non funzionava”, dissi cercando una spiegazione alle difficoltà che il giorno prima avevo incontrato, cercando di usare il sito Internet.
La ragazza, ancora tutta intenta a compilare il modulo, alzò gli occhi e fu lesta a darmi la risposta, quasi mormorando le parole, appiccicandole il più possibile.
Mi ricordava la situazione di quando a scuola, non sapendo una risposta, si cercava di evitare la scena muta biascicando qualcosa di quasi incomprensibile.
Non  capii immediatamente ma mentalmente, rilessi la frase appena percepita e solo al secondo giro riuscii a decifrarla :
“Si è vero, succede, forse era colpa del tempo”, aveva un attimo prima detto la commessa.
Non replicai, ma pensai tra me e me : “ Che fosse colpa dell’umidità?”.

lunedì 12 novembre 2012

La trattativa

Mi avvicinai alla cassa, situata in un angolo alquanto defilato dello stand. Prima di me delle ragazze tedesche stavano comprando una sorta di “copri schiena” per cavalli e, mentre pagavano, l’uomo della cassa cercava di intrattenerle parlando un tedesco alquanto approssimativo. La conversazione, come al solito in questi frangenti riguardava il “da dove venite …. e io ci sono passato quand'ero bambino”.  Tutto terminò con la consegna dello scontrino.

Io, incuriosito da quella discussione, che intuivo per lo più dai gesti e dai toni, stavo a debita distanza, con la cavezza per l’asino in mano. Era la seconda che compravo alla Fiera Cavalli. Questa mi sembrava un po’ più adatta di quella costata cinque euro, comprata mezz'ora prima. In primo luogo costava il doppio, poi aveva un po’ di peluche che trasmetteva la sensazione di soffice che pensavo, non poteva che far bene al naso dell’asinello.

Quando venne il  mo turno pensai bene di imbastire, in tono molto cordiale una sorta di trattativa. Spesso mi diverto a contrattare quando compro, il più delle volte per attaccar discorso piuttosto che puntare a un risparmio effettivo.

Così mosso dal buon umore esordii :
“Buongiorno, avrei questa cavezza da pagare …..”
“Mi sembra che il commesso dicesse …… 10 Euro … trattabili”
L’uomo mi osservò molto divertito. Il tono scherzoso lo aveva messo di buon umore.
“Cosa vuoi si possa trattare su una spesa di 10 euro ?”, mi chiese divertito.
“Uno sconto è sempre possibile !”, rilanciai fiducioso.
“Al massimo ti posso offrire il caffè. Anzi il caffè te lo offrirei volentieri”, continuò sorridendo.
Guardai tra lo stand in cerca della macchietta del caffè. Il luogo era alquanto ingombro di  accessori per cavalli di ogni tipo.
“Probabilmente la macchinetta è nascosta dietro qualche scaffale”, pensai , aguzzando lo sguardo ancora per qualche istante.
Ma l’altro vedendomi intento a guardare chissà dove mi aiutò dicendo :
“Purtroppo la macchinetta non c’è, ma il caffè te lo offro lo stesso!”.
Così dicendo mi porse un euro. Io accettai volentieri.
Ringraziai sorpreso dal gesto e salutato quel signore, raggiunsi i miei figli che attendevano poco più in là.
In fondo avevo ottenuto uno sconto del dieci percento !

giovedì 19 aprile 2012

Necessità


La signora, addetta al marketing per una nota azienda di software, mi aveva telefonato per presentarmi, alcune promozioni. Chiamava da Monaco di Baviera.
Era italiana e tradiva un leggero accento meridionale. Per alcuni minuti, parlammo d’altro.
Io le chiesi che tempo faceva a Monaco. Lei accetto di buon grado la mia divagazione, per nulla professionale e mi  disse che lassù era una bella giornata di sole anche se faceva un freddo inusuale per questo Aprile inoltrato. Continuò raccontando di quanto si sentisse italiana e di come da quel punto di osservazione vedeva  l’Italia.

Tradiva la nostalgia di chi vive lontano dal proprio paese e , quando le feci notare che anche da noi c’era lo stesso freddo che c’era su da lei, con molta sincerità mi confidò che preferiva il freddo del suo paese al freddo di Monaco.
Ciononostante era grata alla Germania che la ospitava e le dava modo di fare un lavoro giustamente remunerato, diversamente dall’Italia da cui se ne era dovuta andare.

Io, un po’ per convinzione e un po’ per compiacerla, ad un certo punto le dissi :

“Io ormai sono vecchio per certe cose, ho superato i cinquanta, ma mi pento di non aver avuto esperienze di lavoro all’estero o, quanto meno, penso di aver sbagliato a rimanere per decenni sempre nella stessa azienda”
Sapevo che in parte mentivo e che non mi erano mai passati per la mente simili pensieri. Solo ora, perse molte delle mie radici, sarei in grado di valutare simili opportunità.
Mentre cercavo di concludere meglio il mio pensiero, da sotto, la voce della donna catturò la mia attenzione.
“Mi scusi se l' ho interrotta,.... non si tratta di pensare, valutare….” , puntualizzò. 
Poi, dopo una breve pausa, proseguì, “ si tratta di necessità”.

Sottolineò quella parola con un tono particolare, quasi scandendo le sillabe. Percepii in tutto ciò una sorta di rimprovero, come se avesse smascherato quel mio parlare a vuoto.

Ritornata al tono gentile iniziale, continuò :"
"Sa, dalle nostre parti c’è un detto che dice : Il lupo esce dalla tana quando ha fame”,

Colto il significato, le risposi .
“ Anche da noi c’è un detto simile : Quando l’acqua arriva alla gola si impara  a nuotare”.

Continuammo la telefonata, parlando di software, di prezzi e opportunità commerciali.
Mentre la ascoltavo, mi risuonava nella testa quella parola : necessità.

A volte raccontiamo delle nostre scelte di vita, ponderate, lucidamente razionali........

martedì 17 aprile 2012

Dialogo


“Buongiorno, dovrei fissare un appuntamento per un elettrocardiogramma sotto sforzo”, esordii, appena mi avvicinai allo sportello dedicato alle prenotazioni per tutte le prestazioni di cardiologia.
Era la seconda volta che facevo la fila davanti a quello sportello, cosi avulso dai Centri di Prenotazione Unificati, quasi fosse a difesa di una cittadella.
Pochi giorni prima, ero stato rimandato a casa senza appello, come uno studente rimandato a settembre. La motivazione fu : documentazione scarsa. La ricetta medica non era sufficiente per la prenotazione, ci voleva la prescrizione del cardiologo.
Memore di tutto ciò, continuai :
“Si ricorda di me, signora, oggi ho tutta la documentazione “.
La signora, sgranando gli occhi mi rassicurò :
“Buongiorno, sono sicura di averla già vista, ma non ricordo il suo caso specifico”.

Incurante delle parole della signora, cosciente che non poteva ricordarsi di me, mi affrettai a passarle il plico con tutte le carte.

Avevo letto con attenzione la prescrizione del cardiologo e tra la calligrafia, che definirei incompleta, ero riuscito a malapena ad individuare un  tratto che somigliasse  a “sforzo”.

“Se c’è sforzo, tutto quello che c’è prima deve essere di sicuro ‘ prova da’”, dedussi senza trovare conforto nei segni.
Nel frattempo la signora tentava di leggere quanto prescritto e, percependone la stessa mia difficoltà la indirizzai verso la zona significativa. Rimase immobile a decifrare per qualche secondo poi, convinta, volse lo sguardo verso lo schermo.

Armeggiò, con tasti e mouse per diversi secondi,  poi individuate le informazioni utili mi disse :

“Il primo slot libero per l’esame è per il 20 febbraio, ore 12.15.  Le confermo la prenotazione ?”.

Appresi la notizia come un arciere che scopre di aver mancato il bersaglio. Mi stupì, non la lontananza della data, ma la precisione dell’orario e pensai :
“Nemmeno nei viaggi spaziali si ottiene una simile precisione nel prevedere eventi da qui a un anno !”.

Ma non era finita là, la donna continuò con disarmante sincerità :
“Questi sono gli slot disponibili ad oggi. Se vuole anticipare l’esame, può ripassare per vedere se nel frattempo si siano resi disponibili altri slot più vicini”
“Significa  che devo ogni volta rifare la coda ?”, chiesi incredulo, sperando di essere smentito.
La donna non rispose ma annuì con un cenno del capo quasi impercettibile.

“Si rende conto che tutto ciò somiglia quasi ad un’agonia?”, non trovai di meglio da dire tra l’arrabbiato e il divertito.
“Non so che dirle”,  tagliò corto colei che stava dietro il vetro.
“Senta, intanto mi fissi la data di Febbraio, anzi, ha mica anche un slot per il 2014 ?”, rilanciai con tono di sfida .
“Non ho slot cosi lontani”, mi rispose con un mezzo sorriso, nemmeno tanto divertito.

Raccolsi le carte della prenotazioni, pensando su quale agenda annotare l’appuntamento e allontanandomi, già pensavo a chi telefonare per eseguire l’esame in pochi giorni con la modica cifra di 130 euro.
Pagare così tanto per faticare, mi sembrò uno spreco e un’ingiustizia, soprattutto per coloro che non se lo possono permettere.
Ma il cuore va coccolato, controllato con la giusta assiduità. L’attenzione fa bene a tutto e a tutti. 
Per questa volta i soldi non saranno un problema. 

giovedì 14 ottobre 2010

Il frate socialmente utile

"Good afternoon, how are you ?"
"Bad day, today, Last nigth I never slept....", rispondo nel mio inglese, un pò assonnato.

"Perchè, Hai forse pensato, rimurginato attorno alla tua vità ?", incalza l'altro.

"Ho i miei bei pensieri !!!"

"Ma tu sei avanti oramai anni luce, rispetto agli altri. Tu ti sei già dato delle risposte",
"Hai già messo in ordine la tua vita".


"Forse ho dato una immagine sbagliata di me", penso, mentre rispondo, " In ordine proprio non direi".
L'altro, un pò cinico riparte,

"A me è servito vedere nel tuo blog la frase 'Metti in ordine la tua vita' "

"Purtroppo l'ho levata pochi giorni fa", dico quasi scusandomi.

"Anzi ti dirò di più, potresti cominciare a aiutare a mettere in ordine anche la vita degli altri! "
"Dopo un percorso come il tuo, potresti veramente impegnarti in qualcosa di .... religioso !"

Un po' interdetto balbetto

"Vuoi dire che dovrei farmi frate ?"

Di là dal filo, mascherando una risata di sottofondo, arriva la precisazione.

"No, non volevo dire questo, intendevo qualcosa di sociale....".

domenica 13 giugno 2010

Dialogo

"Mi raccomando, con questo caldo
non fare cazzate,
che non mi tocchi venire a raccoglierti
da qualche parte."