![](https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjmZbbTjF5AFYMJ8C2SL1bCtOCTPzouzLqEh9pu96UsRRS3bNbFwX0-u9Z8REOML3Aib7cwiaabHXhjwNW1icMaScsp3NVPwbzgOnNeExLe3PHaA0Gd0K7a5vBNRUOXF0kPt_lY_bfJ19E/s200/2010-12-02+13.30.51.jpg)
Rivedere i luoghi riporta alla mente i ricordi ma in modo particolare fa riemergere particolari che sembravano perduti.
E' come se la memoria ricostruisse il passato per delta. Partendo dalle piazze, dagli alberghi, dalle vie si ricompongono fatti e incontri avvenuti in quei pressi. Il ritornare nei passi di un tempo aiuta a comporre il puzzle della memoria come se si ingrandisse il passato attraverso un telescopio.
Riappaiono cose invisibili a "occhio nudo". La memoria custodisce ricordi e sensazioni come un solaio custodisce le cose vecchie senza la sicurezza che qualcuno le possa un giorno ricercare.
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Le possibilità che abbiamo oggi di arricchire i ricordi sono enormi rispetto al passato. Possiamo perpetuare un numero di immagini e suoni impensabile e internet ne permette la facile condivisione.
Tutto questo sminuisce un pò la poesia e quel diventare leggenda, storia, favola a cui erano destinate le nostre e le altrui vicende.
Questo ha significato, per me, passeggiare nei giorni scorsi per Roma.
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