giovedì 17 novembre 2011

Interrelazione


…. quanto sembra succedere al momento non rispecchia mai interamente ciò che succede veramente. Per l’ape mellifera è importante il miele; ma l’ape è anche il veicolo naturale dell’impollinazione dei fiori. L’interrelazione è un principio fondamentale della natura. Nulla è isolato, ogni avvenimento è legato ad altri. Le cose si evolvono continuamente a livelli diversi e spetta a noi individuare meglio che possiamo l’ordito e trama di tutto e seguire i nostri fili attraverso l’arazzo della vita con sincerità e decisione.

Brano tratto dal libro “Dovunque tu vada ci sei già” di Jon Kabat-Zinn

lunedì 14 novembre 2011

La fuga del senatore


Nel ciclismo spesso i finali sono facilmente prevedibili. Ciò accade quando i tracciati pur lunghi non presentano eccessive difficoltà. In questi tipi di gare non è rado che nascano, a volte sin dall’inizio, delle fughe a cui partecipano non più di una decina di corridori. Il più delle volte si tratta di corridori di seconda schiera, che sperano di trovare la giornata di gloria, attesa da molto tempo.
Di norma fughe di questo tipo vengono snobbate dal gruppo e non è rado che i fuggitivi riescano ad accumulare, in pochi chilometri, diversi minuti di vantaggio. Ma quando la gara sembra ormai segnata, ecco che il gruppo, risvegliato da chi punta concretamente alla vittoria, accelera improvvisamente e si riporta in breve tempo a poca distanza dai battistrada.
In questa situazione la corsa è segnata, i fuggitivi sono tenuti a distanza di sicurezza fino a  pochi chilometri dall'arrivo quando un’ulteriore accelerazione porta a ricompattare il gruppo e la vittoria è decisa da una volata generale.
Dopo l’entusiasmo di sabato sera quando, con le dimissioni del sig. B, mi sembrava di essere entrato in una nuova era, già da ieri, seguendo tutte le puntualizzazioni di leader politici, ho cominciato a percepire un certo pessimismo.
Il nuovo governo, non ancora nato, temo che rischi di fare la fine di quei ciclisti fuggitivi tenuti a tiro dal gruppo, per poi essere ripresi a pochi metri dal traguardo.
Il sig. B, più che dimettersi per il bene del paese, ha preferito fare un passo indietro con l’obiettivo di riorganizzare il suo partito che ormai si stava sbriciolando, per sferrare, quando lo riterrà opportuno, l’attacco decisivo. Se riuscirà a far ritornare a "casa", e di certo per ottenere ciò non lesinerà sforzi e risorse, i transfughi degli ultimi mesi, potrà decidere a suo piacimento le sorti del governo e la data delle elezioni.
L’esperienza della Bicamerale di qualche anno fa dovrebbe avere insegnato qualcosa !
Sono sempre più convinto che la strada verso l’Italia che vorrei sia ancora lunga e impervia.
Buona Fortuna Senatore Monti.

Le buone abitudini


La parte pigra di me, da un pò di tempo, aveva preso il sopravvento sulle buone abitudini della primavera passata.  Pian piano mi ero allontanato dalla pratica di quel po’ di attività sportiva tanto raccomandata dai medici.
Quest’estate con il caldo, preferivo le lunghe passeggiate, poi con l’arrivo del fresco, invece che riprendere il passo di corsa,  mi sono attenuto al minimo sindacale : facevo solo le corse non competitive domenicali, senza curare nessun tipo di allenamento infrasettimanale. Insomma, peggio non potevo fare concentrando tutti gli sforzi alla domenica mattina.
Ma il buon senso pazientemente ha lavorato in silenzio. Ho progressivamente notato chiari segni di affanno su rampe e scalinate, affrontate di corsa solamente qualche mese prima mentre, le corse domenicali sono diventate via via una sofferenza.

Era necessario cambiare marcia.  Stasera, quasi con noncuranza, mi sono ritrovato in tenuta da runner. Uscire e cominciare a correre mi è parso come andare in riva al mare a saggiare la temperatura dell’acqua prima di fare il bagno. In effetti qualcosa dovevo avere sbagliato. Il termometro della carrozzeria segnava 7 gradì, ma il mio abbigliamento era adatto a una temperatura di almeno 15 gradi.

“Non fa niente”, mi sono detto, “tra dieci minuti non sentirò più il freddo”.

Il freddo l’ho sentito per una buona mezz’ora e solo quando ho intrapreso la via del ritorno ho realizzato di essermi finalmente scaldato.

Sono tornato a casa più in fretta di quanto me ne fossi allontanato. Il caldo della casa mi ha ritemprato e messo un certo appetito.
Potevo in pochi minuti svuotare il frigorifero,  ma la situazione mi è ormai nota. E' bastato addentare un paio di carote per salvare l’incolumità della dispensa .

sabato 12 novembre 2011

Sabato sera


E’ un giorno particolare, tra poco cadrà il governo. Il momento tanto atteso è arrivato. Spero che questa Italia disperata riesca  a risalire la china mai stata tanto scoscesa.

Mi ritornano alla mente le ultime parole di “Viva L’Italia” di Francesco de Gregori :

“Viva l’Italia…..
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.
”

e le parole di Francesco Saverio Borrelli pronunciate il 12 Gennaio 2002 :

« Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave. »
(Francesco Saverio Borrelli, 12 gennaio 2002)

La resistenza ha prodotto i frutti sperati, ma non deve considerarsi terminata. Non è oggi il  giorno per cantare vittoria ma il momento da cui ripartire per rinnovare la classe politica secondo i principi di una rinnovata coscienza civile.

Sono uscito a respirare l’aria fresca, quasi fredda, di questo strano giorno. L’attesa di una telefonata, che probabilmente non arriverà, mi rende un po’ nervoso. Cerco di buttare questi pensieri, badando a me stesso, come da qualche tempo ho imparato a fare sempre meglio.

L’aria è fredda. Ora per controllare il termometro della carrozzeria devo uscire, mentre fino a qualche mese fa, durante l’inverno, era visibile dalla finestra della cucina. Per vederlo raggiungo il centro del parcheggio. Noto che la temperatura è di 4 gradi. Il freddo si sta facendo sentire. Il cielo però è terso e, alto e brillante, spicca Giove. Nei giorni scorsi andava quasi a braccetto con la Luna che invece, oggi se ne sta bassa a Nord-Est.

Dalla provinciale arrivano i rumori delle auto che hanno la fretta di chi sta tornando a casa dopo le ultime spese del sabato.  I centri commerciali che stanno a poche centinaia di metri si stanno svuotando.  Resto ad ascoltare quei suoni, guardo le luci  delle case vicine e intravvedo qualche ombra di ciclista nella pista ciclabile.

Rientrato in casa, apprezzo il tepore del salotto. Il telefono è rimasto muto. Ora penserò alla cena. Oggi per la prima volta mi sono preparato dei funghi. La mia carriera di cuoco procede a rilento nonostante i buoni propositi che più volte mi sono ripromesso di mantenere.

giovedì 10 novembre 2011

Passione

"Credendo appassionatamente in qualcosa che non esiste, noi la creiamo. 
Ciò che non esiste è ciò che non abbiamo desiderato abbastanza"

Nikos  Kazantzakis

Parametri Macchina


Sentirmi svegliare dalla sveglia è stato stamattina un sollievo.
“Finalmente sono riuscito a dormire un po’ di più !”, ho pensato sorpreso, appena aperti gli occhi.
Non so per quale motivo ma per svegliarmi mi avvalgo di ben due sveglie.
La prima è impostata alle 6.15, mentre la seconda suona puntuale alle 6.45.
Ogni mattina da molto tempo mi sveglio verso le cinque e, alle sei e un quarto vedo accendersi il display del BlackBerry che inizia a emettere una nenia talmente soave da assomigliare a una ninna nanna.
La ascolto per qualche secondo poi con circospezione e la precisione necessaria, ma difficile alle prime ore dell’alba, muovo il cursore nel punto di disattivazione.
Quando invece suona la seconda, di solito è quasi l’ora di alzarsi e  in questo caso mi allungo fino ad arrivare al Tablet per spegnerlo nel più breve tempo possibile. Diversamente dal BlackBerry la sveglia del Tablet  ha un piglio più deciso e un tono decisamente alto.  Non dura più di un paio di secondi .
Vista la situazione e miei risvegli molto mattinieri, non ho mai pensato di disattivarle entrambe. Disattivarne almeno una, la prima, sarebbe senza dubbio la cosa più sensata, sperando di ritornare ad andare d’accordo con il sonno un po’ alla volta.
Stamattina, di certo la sveglia non mi aveva spaventato. Dopo averla spenta e preso coscienza dei luoghi e del tempo, ho cominciato ad ascoltare i rumori di casa : il frigorifero e la caldaia che, quando è accesa manda un ronzio molto particolare.
Rimessomi sotto le coperte ho cominciato a percepire distintamente il battito del cuore.  Da tempo non mi crea problemi , svolge il suo lavoro diligentemente, senza contrattempi che potrebbero crearmi preoccupazioni.
“Sembra quasi di non averlo!”, dicono dalle mie parti, quando vogliono descrivere un bambino che gioca senza fare capricci. Potrei dire la stessa cosa del mio cuore.
Stamattina invece, la situazione sembrava diversa dagli altri giorni. Lo percepivo distintamente, batteva con più vigore del solito e anche la frequenza non era bassa come gli altri giorni.
A descriverla la situazione sembrava del tutto simile a  quando di buon mattino, tra sonno e dormiveglia, si sentono i vicini tutti indaffarati a far trambusto.
Ci si chiede cosa abbiano di così importante da fare con tutto quel rumore.  La stessa cosa ho pensato stamattina del mio cuore, chiedendomi  qual’era il motivo di così tanto battere.
Ho aspettato qualche minuto,  origliando immobile se quella immotivata agitazione, scemando, riportasse il mio cuore a quella presenza anonima a cui ormai ero abituato.
Poi, vedendo che nulla sembrava quietarsi,  mi sono allungato fino al comodino, dove è riposta la macchina per la misurazione della pressione.
In meno di un minuto i parametri macchina apparirono sul display.

Pressione massimo        109
Pressione Minima            69          
Frequenza                       54

Niente di anormale. Parametri  corretti. 

martedì 8 novembre 2011

7 Novembre

“Buongiorno signora,  avrei bisogno di ordinare una torta e delle paste per questa sera.”
“Quanto le serve ?”, mi chiese quasi in modo automatico la commessa. Richieste come la mia ne arrivavano a  decine in una settimana  e le cose da definire erano sempre le stesse.
Fatta la domanda, vedendomi intendo a far colazione con il solito cappuccino e una ciambella alla crema, la donna si volse altrove, verso gli altri clienti che già a quell’ora frequentavano il locale.

Non avevo fretta. Ero partito presto, un po’ per godermi la giornata speciale ma anche perché mi ero stancato di stare a letto, visto che già da qualche ora ero sveglio. Quando mi capita di svegliarmi all’alba non mi faccio più prendere dall’ansia. Aspetto il momento di  alzarmi leggendo o standomene tranquillo sotto le coperte.
Intanto guardavo la gente che entrava nel bar. Già da qualche tempo usavo passare di là al mattino per far colazione . Nei primi tempi combinavo la colazione con una visita alla chiesa di fronte.  
La chiesa a quell’ora era spesso vuota. Solo qualcuno talvolta era intento a far pulizia. 
In sottofondo della musica sacra rompeva il silenzio austero del sagrato.
Mi soffermavo davanti all’altare della madonna e di regola accendevo un lumino. Lo facevo anche quando ero sprovvisto di monete e tra le preghiere promettevo di saldare il debito il giorno successivo.
Speravo,  che quella candela accesa, potesse ardere fino a sera quasi a farmi compagnia per il resto della giornata, anche se ero cosciente  che dopo un paio d’ore si sarebbe consumata  e spenta.
Da qualche giorno invece, forse dal ritorno all’ora solare, trovo la porta della chiesa regolarmente chiusa. Mi ero convinto che fosse una regola trovarla aperta al mattino, ma evidentemente niente è immutabile.

Al termine della colazione, tornai a cercare la signora. Dopo un po' lei notò il mio sguardo insistente e, sbrigatasi di ciò che stava facendo, prese carta e penna e mi fece cenno di raggiungerla.
“Più o meno quante porzioni le servono ?”, mi chiese, riprendendo il discorso interrotto pochi minuti prima.
“Dieci”, risposi preoccupandomi di dare una quantità che giustificasse le dimensioni di una torta che potesse chiamarsi tale.
Subito individuai il tipo di dolce che faceva per me.
“Devo scrivere qualcosa ? …. E’ per un  Compleanno ?”
“Si”, dissi un pò imbarazzato,”...non serve però scrivere niente.... si tratta del mio compleanno”.
Era come se io mi stessi facendo gli auguri, ma di colpo trovai tutto ciò del tutto normale.
Pensare al meglio è sempre ben augurante.
La commessa, alzando leggermente il tono della voce, sottolineò dicendo :
“A maggior ragione !”.
Uscendo, mi chiesi perchè non avessi ordinato anche le 54 candeline.

La fine del letargo

Il Sig. B., cada oggi o cada tra qualche giorno, non è più il futuro dell'Italia.
Possiamo aspettare che tutto ciò che riguarda questo tramonto si compia. Non serve più nemmeno la pazienza e al Sig. B. nemmeno servono più i soldi a fare da collante nel suo governo e nella maggioranza che lo sostiene.
Pensare che tutti coloro che pian piano si stanno sfilando dal PDL, passando all'opposizione, siano animati dalla convinzione che bisogna cambiare per il bene del paese, sono convinto sia pura illusione.
Molti di loro cercano una zattera che li traghetti in salvo dal crollo che potrebbe interessare il partito di governo.
Ciò che ci aspetta, non è prevedibile, nemmeno dai più illuminati analisti politici, ma soprattutto non è scontato che si ricominci a risalire la china, dopo aver toccato il fondo.
Facili entusiasmi possono far abbassare la guardia, perdendo di vista chi con astuzia cercherà di occupare il vuoto di potere che inevitabilmente nei prossimi tempi verrà a crearsi.
Insomma "al peggio non cè mai fine".

Potranno emergere nuovi leader (Renzi), leader riconvertiti (Montenzemolo ) o menti grigie (Monti) capaci di far cambiar marcia al paese ma nulla potranno se non saranno capaci di far emergere la parte buona del paese.

La parte buona del paese è stata per molti anni in silenzio, disapprovando la secessione, pagando le tasse, difendendo le classi più deboli, chiedendo il rispetto di chi lavora, reclamando una corretta informazione e chiedendo a gran voce amministratori onesti a tutti i livelli.

Esiste l'Italia che crede in valori sani. Il letargo è finito! E' ora di uscire, la bella stagione sta finalmente arrivando.

mercoledì 2 novembre 2011

Berlin Berlin

"Scusi, mi può cortesemente dire se la camera è già pagata ?"
"Attenda un attimo che controllo ........Si è già pagata, non si preoccupi". Rispose la signorina del banco accettazione dell'albergo.

"Lei parte giovedì 3 Novembre, vero ?"
"Si. Parto giovedì mattina",

"Dovrà pagare solo gli extra, ad esempio tutto quello che consumerà da frigo bar che ha in camera".
"Grazie", dissi sicuro che non ne avrei avuto bisogno.

La camera, nonostante l'austerità dei corridoi, era accogliente e spaziosa. Sembrava rifatta da pochissimo.
Ieri sera, di ritorno dal ristorante e dopo aver nuovamente bisticciato con la cucina tedesca, mi sono addormentato nonostante una digestione difficile, solo un pò mitigata dalla lunga camminata fatta per tornare all'albergo.

Nel pieno della notte, risvegliato forse dai postumi della cena, incurante del costo, ho quindi deciso di affidare la digestione a una Coca Cola.
Immaginavo il frigo pieno di ogni ben di Dio, dalle noccioline fino al whisky, ma appena aperto, l'ho trovato desolatamente vuoto.
Gli extra erano al sicuro.