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lunedì 2 luglio 2012

Euro 2012

La favola dell'Italia agli Europei di Calcio 2012 non ha avuto il lieto fine che tutti noi speravamo. Noi Italiani si intende, perché per gli spagnoli la fiaba ormai dura da quasi un lustro. Ma di favola si è trattato e questo  va ricordato anche aggi, leggendo qualche titolo di giornale che punta l'indice in cerca di colpevoli.
Il calcio in Italia, per ciò che riguarda " la leva calcistica nostrana" è un po' bistrattato. Gli stranieri hanno, da ormai molto tempo, precluso spazio a molti nostri giovani talenti. Alcuni se ne sono andati altri se ne sono scappati o hanno mollato. Stare per troppo tempo tra i secondi logora, soprattutto quando si lavora quanto e, a volte, più dei primi. Nonostante tutto ciò il calcio Italiano riesce a stare, con alterne fortune, sempre fra i primi del mondo.

Prandelli ha ottenuto un buon risultato, migliore di quanto i più si aspettassero dopo la figuraccia dei mondiali Sudafricani. La squadra è giovane e ha maturato la consapevolezza di essere tra le più forti  del mondo.
Il 4 : 0 di ieri sera non conta niente. Serve a prendere le misure con il futuro, che se gestito secondo buon senso, putrà portare ancora belle soddisfazioni.

domenica 24 giugno 2012

Italia - Inghilterra 4 : 2

Nel vedere giocare l'italia di questa sera, torna la voglia di seguirla, di re-imparare i nomi  della formazioni.
In campo si sono visti giocatori di calcio, ragazzi che hanno dato tutto per vincere. Molta tattica applicata con il buon senso, senza l'integralismo dei periodi di Sacchi e di Lippi. Finalmente ho apprezzato qualcosa di simile al calcio che amiamo, quello che sta nella testa di tanti ragazzini che sognano e lucidano le scarpette chiodate come fanno le ballerine con le scarpette a punta.

Stasera ho ritrovato la stesse sensazioni che avevo guardando la nazionale di Vicini. Sono passati appena 22 anni ! Mancano i goal, manca un centravanti che possa fare una rete a partita. Ci vorrebbe un po' più di profondità, senza la voglia e la presunzione di imitare la Spagna. Non sarà questo l'europeo della Spagna. Potrebbe diventare quello della Germania, che parte favorita in semifinale contro di noi, non foss'altro per i giorni in meno di recupero e i tempi supplementare in più nelle gambe degli italiani.
Ma la prossima partita sarà un'altra cosa. Qualcosa da inventare contro avversari che forse hanno già dato il massimo.
Buona fortuna Italia !

lunedì 18 giugno 2012

Euro 2012 - Giocare per il pareggio


Giocare per vincere è una delle regole del calcio. Giocare per pareggiare, se tra le possibilità c’è l’eliminazione di un avversario che potrebbe diventare ostico, può temporaneamente diventare una regola accettabile.
Sentire discutere, in questi giorni, esperti ed opinionisti, riguardo alle possibilità dell’Italia di passare il turno agli Europei di calcio, è molto simile ad una lezione di galateo e buona educazione.
I nostri avversari, per onorare lo sport, dovrebbero evitare di pareggiare 2 a 2 come, se improvvisamente, questo risultato fosse diventato tabù e indice di mala fede. Però, considerate le regole, il pareggio è uno dei possibili risultati, anche se fosse frutto di un accordo tacito delle due squadre.  Per accordarsi su un risultato nel calcio è molto facile, dove basta a volte un ritardo di qualche millisecondo per dare la possibilità ad un avversario di segnare, come in egual misura risulta difficile smascherarlo sul campo. In Italia, siamo maestri in risultati truccati e, per scoprire le combine non bastano decine di migliaia di spettatori, ma servono intercettazioni e indagini accurate.
Alla Spagna come pure alla Croazia, può star bene eliminare l’Italia che, ha una storia ricca di episodi che testimoniano la sua capacità di crescere alla distanza ed essere invincibile nei momenti topici.
Quindi se tra Spagna e Croazia, uscirà un 2 a 2, dovremmo farcene una ragione, senza gridare al complotto.
 Meglio ascoltare i “Dipende da noi”, quando si riferiscono alla necessità prima di tutto di battere l’Irlanda che , viste le condizioni  della Nazionale non è cosa scontata, ma soprattutto i  "E' dipeso da noi”, volgendo lo sguardo all’indietro per le vittorie buttate al vento.
In ogni caso si dice che ““Nulla accade due volte”,  per cui, essendo usciti in modo simile nella scorsa edizione, speriamo che la profezia ci porti bene.

…… Magari pareggiamo anche con l’Irlanda….

lunedì 11 giugno 2012

Europei 2012


Europei di calcio. Le riprese della tv si sono avvalse in più occasioni della telecamera pensile che volteggiava sul campo e sulle teste dei giocatori.  All’inizio della partita, quando i giocatori si apprestavano ad entrare in campo, la progressione delle immagini e il punto di vista, alquanto insolito, ricordavano i Videogiochi delle console più famose (Palystation, Xbox, Wii). 
Anche nel corso della partita, le inquadrature e, oserei dire, anche la qualità delle immagini alimentavano l’illusione di stare davanti a un video gioco.
Per anni  il mondo dei videogiochi ha reso sempre più verosimile, sia il comportamento dei giocatori che la qualità grafica delle immagini al punto da farle apparire quasi reali.
Ieri ho avuto la netta sensazione che agli Europei 2012, sia per la qualità delle immagini che per la scelta delle inquadrature,  la realtà stia per la prima volta tentando di emulare il mondo dei videogiochi.
Tra qualche anno sarà difficile percepirne la differenza. Il Social Game diventerà uno dei fenomeni  che più si svilupperanno al di la dei social network.  La diretta diventerà secondaria rispetto possibilità di partecipare attivamente ad un evento anche se artificiale.  
Questo  sarà valido anche per altri sport. La formula uno, ad esempio, non avrà più bisogno dei piloti veri, basterà una console e grande abilità nel muoversi con pulsanti e Joystick.
Il finale del Gran Premio del Canada di ieri sera ha mostrato l’impotenza dei piloti nei confronti dei mezzi.  Basta avere il treno di gomme sbagliato per tramutare di colpo un pilota di grido in uno di quei tanti vecchietti con il cappello che spesso rallentano il nostro viaggiare in città.
 Allora mi sono chiesto : “Perché rischiare tanto senza essere determinanti ?”. Meglio una console e la sicurezza del divano di casa.
Ritornando alla partita di ieri sera tra Spagna e Italia, l’occasione mancata da Balotelli è stata la conferma di quanto tutto ciò sembrasse un videogioco. La lentezza di Mario, mi pareva più da imputare a un goffo,  manovratore di Console piuttosto che a un giocatore davanti a un’occasione da goal unica.
Ma conoscendo il giocatore, in questo caso, la realtà ha di sicuro superato l’immaginazione.

martedì 21 dicembre 2010

Enzo Bearzot

Ereditò la nazionale da Bernardini, nata dalle ceneri di quella dei Riva dei Rivera e dei Mazzola che si infranse, dopo tanta gloria, nella Polonia di Deyna e Lato.

Arrivò al mondiale di Argentina 1978 senza nessuna pretesa. Iniziò l'avventura rimontando la Francia e vincendo 2 a 1.
A quel mondiale la nazionale Italiana, autentica sorpresa del torneo, si inchinò all'Olanda di Crujiff e del calcio totale. Molto si discusse in quegli anni della miopia di Zoff incapace di bloccare il tiro di Haan che ci affossò in semifinale. Si disse che era troppo vecchio e non più all'altezza del calcio di quegli anni, salvo osannarlo quattro anni più tardi in Spagna, quando parò sulla linea di porta un colpo di testa di Falcao, salvando il risultato di Italia Brasile.

Ai mondiali 82 Bearzot portò un'Italia che veniva da una serie di prestazioni scialbe e a causa di queste si attirò il dissenso di tutta la stampa sportiva italiana. Insomma secondo gli esperti, non saremmo andati troppo lontani.
La previsione sembrava confermata dal girone di qualificazione, superato per il rotto della cuffia.
Bearzot fece argine contro tutto e tutti mettendo in atto con la squadra, un silenzio stampa senza precedenti che ebbe il pregio di consolidare il gruppo rendendolo invincibile.

Cominciò da lì quel percorso magico che passando attraverso Argentina, Brasile e Polonia ci portò alla finalissima di Madrid contro la Germania.

Della partita contro l'Argentina ricordo la maglietta di Maradona , strappata dalla marcatura di Gentile, i goal di Cabrini e Tardelli.
Con il Brasile cominciò la resurrezione di Paolo Rossi, fino ad allora autentico rebus di quella squadra. Da solo affossò il Brasile con una tripletta indimenticabile e suoi furono i due goal che piegarono la Polonia, orfana di Boniek, in semifinale. Ricordo come Rossi appoggiò in rete il secondo goal su un perfetto cross di Bruno Conti. Tutto sembrava facile e non c'erano avversari all'altezza.

Pure la Germania lo aveva capito l'11 Luglio del 1982, quando scese in campo al Santiago Bernabeu.
Nonostante l'Italia, con Cabrini, si fosse presa il lusso di sbagliare un rigore, la partita non ebbe storia. Rossi , Tardelli e il flemmatico Altobelli chiusero la partita nonostante il goal di Breitner.

Il “Non ci prendete più “, del presidente Pertini ad indice alzato, chiuse definitivamente la partita.

Bearzot era riuscito a compattare un gruppo che sembrava allo sbando, e gli va riconosciuto il merito di aver coraggiosamente puntato su giocatori, primo fra tutti Paolo Rossi, appena tornato alle gare dopo lo scandalo delle scommesse, che ai più, non apparivano all'altezza.

Poi passata la sbornia del mondiale la nazionale di Bearzot mancò la qualificazione agli europei di Francia 1986 e si presentò ai mondiali messicani con molte contraddizioni.
Bearzot continuò ancora a fidarsi di alcuni giocatori della squadra del 1982 pur innestando giocatori di calibro usciti anche dal miracolo Verona come Galderisi e Di Gennaro.
Durante quei mondiali alimentò un'assurdo dualismo tra i due portieri : Terraneo e Giovanni Galli che ne condizionò la sicurezza e le prestazioni sul campo.
L'esperienza di Berzot come commissario tecnico della nazionale si infranse contro la Francia di Platini che eliminò l'Italia da quel mondiale.

Fu il vero leader di quel gruppo che grazie a lui entrò nella leggenda. La discrezione e la semplicità furono le leve del suo successo.
Dopo quell'Italia non allenò più nessuna squadra.

sabato 9 ottobre 2010

Bati par tera!

Attendendo mio figlio in piscina, nei mesi del calcio c'è modo di  seguire poche decine di metri più in là una partita di calcio. Non ho nessuna informazione di che campionato si tratti. Mi sono fatto già nei mesi scorsi l'idea che si tratti del campionato amatori, vista l'età dei contendenti o di una una partita di categoria di più basso livello. Un tempo la Terza Categoria era il fondo del calcio, a giocare in quel girone c'era un pò di tutto : coloro che non volevano assolutamente smettere anche se oltre i cinquanta e chi pur negato per il calcio voleva assolutamente provarci. In mezzo si trovavano molti appassionati veri che sacrificavano molte domeniche dell'anno contro avversari di ogni tipo.

Inter - Chelsea
Gli amatori della piscina, come li definirei, hanno tutto della squadra vera. Una divisa impeccabile, un campo di calcio dal tappeto perfetto, degli spalti però desolatamente vuoti anche di familiari e fidanzate.
A guardarli giocare, hanno come tutte le squadre dilettantistiche e amatoriale molte lacune, molti dei giocatori non sono dotati di tecnica o quanto meno spesso sbagliano i fondamentali come lo stop e il calciare.
Tutto viene in qualche modo mitigato da una certa dose di agonismo che, altro difetto di questi giocatori, non  dura molto a causa dei radi allenamenti a cui sottopongono. Ben presto, molti di loro, finiscono il fiato, visto che, per svariati motivi, più o meno seri, si allenano una volta alla settimana confidando nel posto garantito alla domenica, anche grazie al fatto che spesso gli allenatori faticano a mettere insieme una rosa sufficiente per giocare.
Il gioco non esiste, tutto è basato su iniziative dei singoli ma anche sugli errori degli avversari, che svolgono un ruolo determinante ai fini del risultato. L'errore dell'avversario, rarissimo in Serie A va considerato un giocatore aggiuntivo in Terza Categoria.
Inoltre si valutano particolari tipo : la presenza di giocatori particolarmente grassi, e quindi lenti, l'altezza dei portieri che spesso non è la dote migliore e l'età di certi giocatori, sapendo che i più anziani o "esperti" non riescono a durare per un 'intera partita.
Le partite non sono bellissime, caratterizzate da molti rimpalli, lanci lunghi senza mira, tiri fuori dallo specchio della porta, ma anche da molti goal visto il basso livello dei portieri.
Un calcio  da vedere per passione, curiosità ma soprattutto campanilismo.
In queste partite, a causa delle bassa preparazione tecnica dei giocatori i contrasti sono spesso a rischio infortunio. Le scene di giocatori colpiti duramente e rimasti a terra diversi minuti sono comuni.
Oggi mentre guardavo appunto la partita, uno di questi contrasti "ai limiti del codice penale" ha lasciato a terra un  giocatore, penso della squadra locale.  Il massaggiatore o un presunto tale, si è avvicinato al poveretto con un pò d'acqua  tendendo in mano uno spray che ha provveduto a spruzzare sulla parte dolorante.
Inter - Chelsea
Ma il malcapitato non reagiva e mentre le persone intorno discutevano sul da farsi, da uno dei lati del campo è arrivata la voce :
"Bati par Tera!".

Io sono rimasto folgorato, ricordando immediatamente le infinite volte che da giovane avevo sentito questo consiglio dato a chi colpito nelle più diverse parti del corpo : dalla testa, al basso ventre fino alle gambe, era per terra incapace di riprendersi.


Questa era la frase magica che tutti usavano ripetere, buona per tutte le stagioni, per qualsiasi infortunio, che perveniva anche da chi osservava dall'altra parte del campo e che a mia memoria non mi ha mai risolto alcun tipo di infortunio.


"Bati par Tera!". Oggi come 35 anni fa. I miti è vero sono difficili da demolire.

domenica 18 aprile 2010

Spal-Hellas Verona 1-1

Philippe Gilbert attacca e va a vincere l'Amstel Gold Race

Sicuramente L'Amstel non vale un Giro delle Fiandre o una Roubaix, ma a dirla tutta nemmeno una San Remo.
In ogni caso per me è domenica da dedicare al ciclismo, irradiato dalla sempre puntuale Rai Tre, 

Quindi verso le 15 e qualcosa, scatta l'ora X, occupazione del divano e attesa della diretta.
Su Rai Tre, iniziata la telecronaca della gara. si sono dilungati, forse un pò troppo a  raccontare un pò di storia, ma siccome la corsa non era ancora entrata nel "vivo", come si dice in gergo, ci stava e non ha fatto male.

Il bello è venuto quando finita la breve storia, che tra l'altro ha sottolineato le poche vittorie italiane, si è passati alla diretta.
"Ecco i corridori stanno affrontando la prima 'cote'" , hanno esordito nella diretta i telecronisti , spiegando che le cote sono strani pendii, mai troppo duri, ma dove in genere si fa più selezione che sul Pordoi.
"Bene mi son detto" , quando in un batter d'occhio la tivù si è sintonizzata senza nessun intervento su una partita di calcio, che per parecchi minuti, non sapevo perchè stesse la al posto di Cunego e quando se ne sarebbe andata.

Dopo qualche secondo il telecronista, quello del calcio, dice: 
" Ci scusiamo per i telespettatori del veneto che non hanno potuto seguire la gara dall'inizio".
" E scusarsi con coloro che stanno perdendo l'Amstel, magari ripristinandola ?", pensai ancora speranzoso si trattasse di un errore.
Errore non era e la partita rimase là. Del ciclismo nessuna traccia nemmeno nei canali digitali.
Io ho preferito andare a fare un Bancomat, visto che di li a due ore dovevo portare un bimbo al circo, ignaro di come stava andando l'Amstel e fregandomene di Spal - Hellas Verona di non so che serie.
Ora so di entrambe il finale e non mi dispiacerebbe sapere chi sia stato l'artefice di tale scelta.

Che sia il nuovo che avanza ? 
Il presidente  della regione, leghista, darà la precedenza allo sport padano - veneto ?
Che ci siano stati problemi di ordine pubblico. Verona odia Ferrara ? 

Chissà se qualcuno darà delle spiegazioni.............


Momento topico della partita giocata allo stadio"Mazza" di Ferrara
(ora so come si chiama lo stadio di Ferrara)