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giovedì 21 giugno 2018
Rifugio Velo della Madonna - 2358 Metri
giovedì 21 agosto 2014
domenica 9 giugno 2013
Gruppo Civetta e Moiazza
lunedì 29 agosto 2011
Rifugio Velo della Madonna - 2358 metri - 2011
La Via Lattea
Sabato sera il cielo lassù, ai 2358 metri dove si trova il Rifugio Velo della Madonna, sulle Pale di San Martino, era completamente terso. Un leggero riverbero faceva intravvedere, ancora all’orizzonte, le creste delle montagne.
Ascoltando, durante la cena affollata, i discorsi degli alpinisti che pernottavano, come me nel rifugio, avevo imparato a individuare verso Ovest il gruppo del Catinaccio e con un po’ di fatica le Torri del Vajolet.
L’anno scorso ero da quelle parti e di quelle lunghissime camminate ho un ricordo che ha il sapore di una rinascita.
Il buio del cielo sopra la mia testa era assoluto. Mai avevo visto una notte così vera. Avevo la netta sensazione di essere staccato dal mondo.
Così alzando lo sguardo sono rimasto incantato nel vedere la Via Lattea che bianca e nitida attraversava il cielo. Non l’avevo mai potuta vedere così.
Potrei dire, esagerando, che le stelle si vedevano tutte, chiare, fredde e nitide.
Quello spettacolo mi ha fatto dimenticare il freddo pungente di quella notte senza luna.
Peccato che mio figlio già dormisse, raggomitolato dentro al sacco a pelo. Svegliarlo per mostrargli quello spettacolo era chiedergli un po troppo, dopo la lunga camminata per salire lassù. "Ci saranno altre occasioni", ho pensato.
E’ rimasta la voglia di ritornare, magari su altri monti a riveder le stelle.
domenica 21 agosto 2011
Rifugio Giussani - 2580 metri
| Dietro ai cartelli oltre Forcella Fontananegra sotto Cima Tofana c'è il Rifugio Giussani |
| Rifugi Averau e Nuvolau come appaiono dalle Tofane Sotto si possono notare le Cinque Torri |
| Il Rifugio |
| La Croda del Lago |
| La Marmolada e il suo Ghiacciaio sofferente sotto il caldo torrido |
Il caldo oggi era forse eccessivo per le mie capacità.
All'inizio della salita sembravo immune alla calura e il mio cuore andava che era una meraviglia.
Poi con il prosieguo del cammino le forze si sono via via affievolite fino a lasciarmi sfinito.
L'ultima forcella sulla via del ritorno e la successiva discesa si sono rivelate una sofferenza.
Ci è voluta qualche ora e un buon piatto di pasta per riprendermi del tutto.
Fosse stata un test sotto sforzo potrei definirlo un successo ma, non essendomi stato richiesto dal medico, perché proseguire ?
Su una maglietta piegata su uno scaffale di un negozio di Longarone c'era stampata la seguente frase :
"Il coraggio non è assenza di paura,
ma la consapevolezza che ci sono cose più importanti"
sabato 20 agosto 2011
domenica 14 agosto 2011
Rifugio Bosconero - 1457 metri
Sul biglietto del rifugio è riportata la seguente frase :
' la via che sale e la via che scende sono la medesima cosa '
Dai ' Frammenti dei Presocratici' Eraclito
Posso immaginare il motivo della scelta da parte dei gestori del Rifugio
Ma al tempo stesso sono curioso si conoscere il significato "originale" della frase di Eraclito
il quale, ne sono certo, non era un gestore di Rifugi Alpini
Posso immaginare il motivo della scelta da parte dei gestori del Rifugio
Ma al tempo stesso sono curioso si conoscere il significato "originale" della frase di Eraclito
il quale, ne sono certo, non era un gestore di Rifugi Alpini
mercoledì 27 luglio 2011
La vedetta di Forcella Piccola
Poco lontano, un centinaio di metri più a valle, la caserma, diventata Rifugio Galassi, era la base da cui salivano i soldati a quel freddo posto di guardia.
Questo succedeva ai tempi del primo conflitto mondiale del secolo scorso.
lunedì 4 luglio 2011
Rifugio Galassi, un anno dopo.
Un anno dopo la prima uscita in montagna per misurarmi e misurare il mio cuore.
Un anno dopo quell’incredibile incidente in autostrada senza conseguenza alcuna.
Un anno è passato e questa volta, niente di programmato, nemmeno la voglia di misurarmi, solo un invito fatto il giorno prima, quando avevo già prenotato un ombrellone al mare.
“Quanto manca all’arrivo ?”.
Passo dopo passo, siamo saliti, senza affanno ma senza sosta.
Marco Paolini ci aspettava con le sue storie lassù, a ridosso del rifugio e sotto l’Antelao.
Mille e più persone già erano sedute lungo il pendio ad ascoltare quelle storie di Natura e Animali tratti dai libri di Jack London.
Salendo lungo il sentiero, verso il rifugio, ripensavo ai Libri di London che avevo letto da bambino, in particolare al “Richiamo della Foresta”, a Buck e alla sua trasformazione da animale “ricco” da salotto, a capo di un branco di Lupi nel freddo dell’Alaska, attraverso un percorso pieno di insidie, concluso grazie alla forza ma soprattutto grazie all’intelligenza.
Ricordavo che, quando mio figlio aveva pochi mesi, avevo cominciato a leggergli proprio quel libro, quasi a seminare qualcosa senza conoscerne i frutti.Buck, il cane che aveva percorso alla rovescia la strada fatta dai suoi antenati, che da capibranco o lupi erano diventati amici degli uomini, delle loro ricchezze e delle loro miserie.
La storia di un cambiamento e delle difficoltà che ogni cambiamento porta con se.
Un pensiero, infine, al silenzio di quei luoghi trasformati in un teatro a cielo aperto, all’echo che si faceva sentire appena il racconto e la voce si facevano più alti.
Nel pomeriggio, tutto è tornato alla normalità. Una fila, lenta e ordinata, ha cominciato a scendere a valle.
Dalla prossima domenica i visitatori di passaggio per quei luoghi un po’ ripidi da raggiungere, torneranno a essere qualche decina.
Una considerazione a chiusura della giornata : E' vero, io una famiglia ce l'ho.
Una considerazione a chiusura della giornata : E' vero, io una famiglia ce l'ho.
domenica 3 luglio 2011
mercoledì 22 giugno 2011
Rifugio Nuvolau - Metri 2575
Lo zaino era preparato per passare la notte fuori, ma sapevo che, verso sera, sarei tornato a casa. Diciamo che la passeggiata è stata l'occasione per allenarmi a portare uno zaino un po' più pesante del necessario.
Lassù al rifugio Nuvolau ero salito nel Luglio 2009, un mese prima di salire in terapia intensiva. Ricordo i dolori alla spalla e allo stomaco, le numerose soste e la sudorazione eccessiva. Alla fine salii e ridiscesi a valle senza il minimo sospetto che il mio cuore fosse in difficoltà.
Oggi ho iniziato la passeggiata con il piglio di un fantino che vuole mettere alla prova e allenare il proprio cavallo. Nel mio caso il cavallo era il mio cuore che, come in altre occasioni, non era a conoscenza di ciò che lo aspettava.
Ho cominciato a camminare spedito, con l'occhio al cardio-frequenzimetro, per vedere le sue reazioni.
Nelle rampe cercavo di non rallentare. Il cavallo, anzi, il cuore non dava alcun segno di sofferenza e, con molto impegno, sono riuscito a farlo battere sino a 130 battiti al minuto. Sono salito al rifugio “in men che non si dica”, sudando e faticando il giusto, sostando per rifiatare ed ammirare il panorama che andava via via a coprirsi di nubi minacciose.
| Rifugio Nuvolau |
Al rifugio, mi sono lasciato tentare da formaggio fuso, polenta, birra, grappa e caffè. Insomma non mi sono fatto mancare niente.
In discesa tutto è stato facile, anche sostare qualche momento in più per qualche foto, visto che l'esame era andato meglio del previsto.
Finita la prima parte della discesa, una ragazza che, nel frattempo, stava salendo mi ha chiesto se conoscevo una scorciatoia per arrivare al sentiero che portava al rifugio, senza dover ridiscendere là dove iniziava il percorso segnalato.
Mentre saliva l'ho seguita con lo sguardo e, superato il momento più difficile, dopo aver individuato il sentiero, si è voltata salutandomi con la mano da lontano. Ricambiando il saluto mi sono sentito felice dei miei 54 anni.
| La globalizzazione dei sentieri senza dimenticare le nostre radici |
domenica 4 aprile 2010
Obiettivi e Incoscienza
Il Velo della Madonna è un rifugio che si trova nel gruppo delle Pale di San Martino a un 'altezza di circa 2300 metri.
Si può raggingere partendo da San Martino di Castrozza o partendo da un pò più giù, in questo caso il dislivello totale è di circa 1000 metri.
In 2 ore e 30 si può raggiungere la meta senza fretta.
Il sentiero parte facile, su una strada asfaltata a tratti. Poi si inerpica nel bosco senza pendenze particolarmente dure.
Più avanti il sentiero sale tra i mughi per poi proseguire in un ampio ghiaione.
La parte finale offre un tratto attrezzato per superare un costone esposto, niente di particolarmente difficile.
Superato questo tratto, nei mesi di giugno e luglio non è inusuale trovare tratti innevati, facili, comunque, da attraversare.
Si arriva poi al rifugio salendo una sorta di forcella.
Il rifugio è accogliente e caldo e offre dei buoni piatti che ripagano della fatica fatta.
Salii lassù nel 2004, ai primi di luglio, con moglie e figlio. Non fu facile portarli lassù. A mia moglie nascosi i 1000 metri di dislivello.
Arrivammo senza fretta e la gita fu paicevole e memorabile.
Il 10 agosto dello stesso anno, entrambi scioccati e felici, ricevemmo la notizia dell'arrivo del secondo figlio. Fu un annuncio vero e proprio per noi che quel figlio lo avevamo aspettato per 15 anni.
Dentro di me ho poi associato qualla gita al Velo della Madonna a quell'annuncio, perchè giusto nei giorni della gita quel figlio lo avevamo concepito.
Per questo motivo, da quell'anno torno al rifugio verso la fine di giugno, trovando la neve e, spesso, giornate piovose e fredde.
Quasi sempre ci torno da solo.
Rivedo con piacere quei luoghi.
Ora mi sto allenando, per quelle gita, per poterla rifare nonostante un infarto, un arresto cardiaco.
Vorrei rifarla senza rischiare oltre il lecito e senza apparire incosciente.
Rifugio Velo della Madonna -m.2358
Si può raggingere partendo da San Martino di Castrozza o partendo da un pò più giù, in questo caso il dislivello totale è di circa 1000 metri.
In 2 ore e 30 si può raggiungere la meta senza fretta.
Il sentiero parte facile, su una strada asfaltata a tratti. Poi si inerpica nel bosco senza pendenze particolarmente dure.
Più avanti il sentiero sale tra i mughi per poi proseguire in un ampio ghiaione.
La parte finale offre un tratto attrezzato per superare un costone esposto, niente di particolarmente difficile.
Superato questo tratto, nei mesi di giugno e luglio non è inusuale trovare tratti innevati, facili, comunque, da attraversare.
Si arriva poi al rifugio salendo una sorta di forcella.
Il rifugio è accogliente e caldo e offre dei buoni piatti che ripagano della fatica fatta.
Salii lassù nel 2004, ai primi di luglio, con moglie e figlio. Non fu facile portarli lassù. A mia moglie nascosi i 1000 metri di dislivello.
Arrivammo senza fretta e la gita fu paicevole e memorabile.
Il 10 agosto dello stesso anno, entrambi scioccati e felici, ricevemmo la notizia dell'arrivo del secondo figlio. Fu un annuncio vero e proprio per noi che quel figlio lo avevamo aspettato per 15 anni.
Dentro di me ho poi associato qualla gita al Velo della Madonna a quell'annuncio, perchè giusto nei giorni della gita quel figlio lo avevamo concepito.
Per questo motivo, da quell'anno torno al rifugio verso la fine di giugno, trovando la neve e, spesso, giornate piovose e fredde.
Quasi sempre ci torno da solo.
Rivedo con piacere quei luoghi.
Ora mi sto allenando, per quelle gita, per poterla rifare nonostante un infarto, un arresto cardiaco.
Vorrei rifarla senza rischiare oltre il lecito e senza apparire incosciente.
Rifugio Velo della Madonna -m.2358
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