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mercoledì 21 novembre 2012
No' ghe xe gnanca el can
giovedì 17 marzo 2011
La frustrazione dei Veneziani
Dialogo tra due coniugi veneziani, ascoltato oggi, tra le calli della città, invasa come sempre da turisti
“Se no' abitassimo a Venessia, anca nialtri podaressimo 'vere 'na meta nea vita! “, esclama la signora
“Quaea ?, chiede il marito
“A'ndare a Venessia !”
Traduzione
“Se non abitassimo a Venezia, anche noi potremmo avere una meta nella vita!”
“Quale”
“Andare a Venezia !”
domenica 27 giugno 2010
La solita Venezia
Le immagini sembrano e sono sempre le stesse, cambiano le luci, le ombre e i colori a volte drogati dai parametri fotografici.
Vista al naturale Venezia offre sempre angolature e sfumature diverse. A vistarla sul far della notte, certi canali, certe calli o campi diventano dei quadri quando tutto è immobile e deserto. In quei momenti se ne percepisce completamente l'eta, il tempo trascorso poggiando l'attenzione sui muri, sulle forme per noi desuete. D'un tratto quegli squarci si affrancano dal tempo, dal presente, riproponendosi come nei secoli passati.
Scoprire come la luce si intrufola al mattino tra calli e canali deve essere qualcosa di spettacolare.
Un valido motivo per una levataccia nei prossimi giorni.
venerdì 11 giugno 2010
sabato 1 maggio 2010
Primo Maggio
Passata ascoltando musica a inizio passeggiata, quasi a voler dare il tempo e il ritmo ai passi, ma soprattutto per ripulire i pensieri della giornata, iniziata con qualche cruccio.
Poi più in là, la musica ha ceduto il passo ai suoni e alle voci, alla gente, alle lingue diverse e sconosciute che tra quelle vie si intrecciavano.
Io camminavo per quelle calli, forse per la centesima volta, come fossi di casa, in questo luogo dei sogni per i più che mi erano vicino.
Per molti di loro essere a Venezia era il coronamento di un sogno, qualcosa aspettato, tra le altre cose, per tutta una vita.
Per me una semplice passeggiata, un viaggio di 30 minuti partendo da casa, niente di meno faticoso.
Ma anche i viaggi più usuali possono essere fatti con occhi diversi e a velocità diverse.
Così mi sono imposto una sorta di camminata al rallentatore, osservandomi intorno, fotografando, inoltrandomi dentro calli ignorate dal flusso turistico e scoprendo zone mai viste, un pò più degradate delle solite cartoline, senza anima viva e nel silenzio a volte assoluto.
Poi inevitabilmente mi sono ritrovato tra la gente,a Rialto, a Piazza San Marco, in Riva degli Schiavoni, poi più in la verso il canale della Giudecca, solcato per l'occasione dalle navi da crociera.
Un pò di stanchezza e ho pure avuto modo di fare un pisolino seduto lungo un muro di un Campo nei pressi del Ponte dell'Accademia.
Poi il ritorno lento sempre per calli a me sconosciute verso la stazione, dove un treno, stracolmo di turisti, esausti almeno quanto me, mi ha riportato a Mestre da dove ho ripreso la via di casa.
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