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giovedì 12 aprile 2018

La rete della memoria


Mia nonna Ginevra (la Noemi), era del 1906. Mia nonna Rosa (la Rosina), era del 1890. La Noemi, dalla parte di mia madre, ebbe quattro figli. La Rosina, mia nonna paterna, partorì 12 figli. Di entrambe ricordo l'anno di nascita e so che una delle due era nata il 12 Aprile.
Oggi cercavo di ricordare quale delle due fosse. Pur intrecciando vari ricordi della mia vita, non sono riuscito a determinare di chi fosse oggi il compleanno.
Ricordo di aver festeggiato una sola volta il compleanno di una delle due, ma senza rammentare il giorno.
Poi, per un attimo, assorto in questi pensieri, di fronte al computer, sono stato colto dall'istinto di aprire la pagina di Google per porre la domanda, come ormai faccio ormai istintivamente quando cerco o non ricordo qualcosa.
“Ma cosa sto facendo e pensando?“, dissi tra me e me, allontanando le mani dalla tastiera e dal mouse, allibito da quanto quel comportamento fosse diventato automatico.
Non tutto e non tutti stanno nella rete, realizzai con un senso di sollievo e l'essere dimenticati è un nostro diritto.

lunedì 11 giugno 2012

Il solaio


Lo spazio è quello che è, di sicuro non adeguato a contenere tutto.  I segni del tempo si vedono qua e là. Ci sono cose lasciate in un angolo, dimenticate, dove lo spessore della polvere è la misura del tempo passato. Chissà se qualcosa o qualcuno si prenderà ancora cura di loro o saranno destinate all’oblio.
In ogni caso non c’è scelta, là dentro bisogna entrare, sfruttando zone e angoli ancora non intaccati dal tempo.  Sorprende vedere spazi liberi accostati alle zone sovraccaricate. Chi tiene in ordine non deve avere le idee del tutto chiare.  Il poco spazio, messo a confronto con tutto ciò che deve essere immagazzinato sembra poca cosa.  Il farci entrare tutto può apparire un esercizio di abilità, simile a quei puzzle con moltissimi elementi ma una sola combinazione possibile.  Si prova a mettere qualcosa a posto e si ha l’illusione di aver individuato la giusta posizione, facile da vedere e da recuperare ma, subito, volgendosi indietro si viene sovrastati da  tutto ciò che sta aspettando ancora di essere riposto .
Che grattacapo ! Viene voglia di buttare via qualcosa, liberandosi con un solo gesto anche della polvere, ma i sentimenti prendono il soppravvento. Ciò che appartiene al passato, appartiene  alla vita e non è facile dimenticarlo con un semplice scrollare di spalle.
Vale la pena lasciare stare per un po’. Magari ripensandoci con calma nascono delle idee geniali.  Ritornerò più tardi sperando che nel frattempo non arrivino nuove cose, rendendo ancora più ardua l’impresa.
La mia memoria è un po’ così. Stava accumulando polvere e di colpo mi trovo a doverla rimettere a nuovo, come un solaio diventato, improvvisamente, indispensabile.

giovedì 13 gennaio 2011

Memoria al tempo di Google

“Chi canta quella canzone che fa …...?”
“Come si chiama quel personaggio storico che …..... dai aiutami ?”

Questo qualche volta succedeva in passato.

Ma la memoria sembrava ribellarsi. Nozioni, nomi che avevo più volte trattato, sembravano fuggite dalla mia mente. Per quanto mi sforzassi, al massimo percepivo i contorni di dubbie iniziali o assonanze probabilmente poco realistiche.
La cosa mi indispettiva e così partiva la sfida.

Nasceva così il tarlo che prendeva la mente, la necessità e il puntiglio di voler a tutti i costi recuperare quelle parole quei nomi in fuga dalla memoria. A volte nemmeno sembravano essere determinanti ma, in quei momenti, la sfida diventava una questione di principio.

Purtroppo non sempre la memoria si arrendeva restituendo velocemente il maltolto, spesso invece quel pensiero non mi abbandonava per ore e continuavo a cercare di ricostruire qualcosa di cui non ricordavo nemmeno le parvenze.

Poi d'improvviso una schiarita riportava la luce, tutto riappariva estremamente, chiaro. Il nome, la parola era là come se non se ne fosse mai andata. Vivevo una sensazione di liberazione, come si fosse sciolto un nodo e forse nella mia mente qualcosa si era finalmente districato.

E se oggi succedesse una cosa simile ? Come si risolverebbe la cosa ?

Probabilmente, avendo a disposizione una connessione a Internet basterebbe consegnare quei pochi indizi a un motore di ricerca qualsiasi.
La ricerca, anche se reiterata, porterebbe in pochi minuti a un soluzione con la disponibilità di informazioni aggiuntive nemmeno richieste.
Senza parlare poi di quelle geniali applicazioni capaci di individuare una canzone ascontandone solo una parte.
L'accesso immediato alle informazioni che oggi Internet garantisce, permette di fugare i dubbi e le curiosità senza aspettare, come un tempo, di avere a disposizione i libri giusti.
Non credo che tutto questo contribuisca a sminuire la funzione della memoria, anzi ne diventa un'utile estensione da cui estrarre le cose che più ci interessano.
Oggi il percorso di apprendimento è completamente cambiato, ma la nostra mente non si è lasciata sorprendere,  assorbendo senza battere ciglio il cambiamento, anzi irrobustendo le sue capacità di logica e memorizzazione. Là tra i neuroni di spazio ce né ancora molto.