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mercoledì 24 dicembre 2014

E' Natale

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.


E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.


E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.


E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.


E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.


E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.


Madre Teresa di Calcutta

venerdì 14 dicembre 2012

Note di Natale


Ci si abitua ai sentieri ripidi, stretti e connessi. L’abitudine e la crescente destrezza ci aiuta a non temere difficoltà che un tempo ci avrebbero fatto desistere.  Si diventa sempre più resistenti  sia nello spirito che nel fisico.  Si impara ad andare avanti pronti a nuove difficoltà.
Non è raro chiedersi : “Chi me la fatto fare ?”. Ma se si inciampa in un problema è meglio imparare a come affrontarlo per evitare di inciampare la prossima volta.
Come dicono certi guru : “ Far diventare un problema una opportunità”.
I problemi sono diventati opportunità e quello che un  tempo sembrava improponibile è oggi la normalità e occasione di serenità. Spirito di adattamento, consapevolezza o rassegnazione?
Chi lo può dire ! E’ la realtà che mi circonda e  con cui devo confrontarmi in ogni momento.

Ci sono momenti in cui il cuore sembra ribellarsi. Ritorna la sensazione di spiccare il volo, vissuta qualche anno fa. Sale l’ansia che alimenta il timore che alimenta l’ansia. Il vortice sembra inarrestabile e assaporo ogni momento come se fosse l’ultimo. Non chiudo gli occhi ma resto immobile per non dare nessun alibi a quel cuore che sembra dimenticarsi di me.  Non mi muovo e  ascolto, in attesa che quell'incendio che mi sta bruciando dentro perda vigore.  Sono attimi lunghi, che sembra difficile vivere uno di seguito all'altro   Poi la fiamma comincia ad affievolirsi, l’aria sembra fluire con più facilità nei polmoni e la paura scema assieme al quel senso di leggerezza tanto inebriante quanto terribile.  Il tempo torna a scorrere come ricordavo e il cuore torna a nascondersi tanto da diventare impercettibile.
Ho vissuto molti di questi momenti. “E’ solo stress!”, mi sono detto, ma queste situazioni sono diventate palestra per l’autocontrollo e campanello di allarme.  Momenti difficili che insegnano qualcosa.

Tra dieci giorni è Natale. Da qualche anno ogni Natale è diverso. Rimane comunque un giorno particolare, oserei dire, un momento difficile. La memoria e i ricordi si incrociano con il presente. Ci sto scomodo come se indossassi un vestito diventato stretto e di qualche taglia di troppo.  
Mi sento come quando, durante una passeggiata in montagna, ci si trova di fronte a un torrente ingrossato da un recente temporale. La strada sembra sbarrata e proseguire sembra impossibile. Poi, passati i primi istanti di sgomento, si intravedono degli appoggi possibili. Alcuni grossi massi sembrano li apposta per aiutarci.  Pochi, difficili, da affrontare con attenzione, per non scivolare ed essere travolto.
Con balzi precisi, fatti con il cuore in gola, si raggiunge l’altra sponda pronti a proseguire il sentiero, meditando una strada diversa per il ritorno.
Ecco il Natale è per me un attraversamento,  da fare un po’ con il cuore in gola, prestando attenzione a non scivolare nei pochi appoggi disponibili, per non farmi portare via dalla corrente dei ricordi.

mercoledì 14 dicembre 2011

Presepe

Non vuole essere Mobbing nei confronti del Bue e dell'Asinello.

sabato 25 dicembre 2010

Omelia di Natale

Noi uomini spesso passiamo parte della nostra vita con l'ambizione di diventare un 'Dio',
magari per il solo fatto di poter salire su uno scranno più alto degli altri.
Pensate a Gesù che ha scelto di lasciare un posto dove si stava da 'Dio' per venire in mezzo a noi dove c'è la sofferenza e la povertà
Ha preferito un stalla, una capanna all'essere Dio, facendosi accogliere da umili e povere persone quali erano i pastori di allora
"

venerdì 17 dicembre 2010

Notte di Natale

Verso le 10 di sera il bimbo, cedette al sonno. Anche quell'anno non era riuscito a restare sveglio quel tanto che basta per vedere Babbo Natale.
Si era chiesto, negli ultimi giorni, perché quel vecchio, un po' appesantito, preferisse girare la notte a cavallo di una slitta magica cercando di visitare tutti i bambini del mondo senza pensare di viaggiare anche di giorno dando modo a tutti di conoscerlo.

“Ciò che è magico spesso è invisibile agli uomini”, pensò cercando di spiegarsi quella stranezza.

Nel chinare la testa prima di addormentarsi, raccomandò ai suoi genitori di svegliarlo, nel caso che, Babbo Natale fosse arrivato ma soprattutto di fare in modo che non trovasse difficoltà per entrare in casa.
Fu rassicurato da entrambi e chiudendo gli occhi si lasciò andare al sonno.

Il padre e la madre, lo osservarono mentre si addormentava e, accarezzandolo tra i capelli, riflettevano su quel mondo fantastico che ospitava i pensieri del bimbo che tanto amavano.

Tanta era l'attesa del figlio, da far sorgere nei due adulti, un dubbio strano ma ardito.

“Quale il mondo reale ?” pensarono, “Non è forse con i sogni che si costruisce il mondo reale?”.

In fondo anche loro, avrebbero desiderato, credere in Babbo Natale, attenderlo per ricevere doni .

Quella notte di Natale non era diversa da altre già vissute. Si attendeva la mezzanotte un po' seguendo la tv, un po leggendo. La Messa di Mezzanotte, affollata come sempre non li invogliava ad uscire, il freddo fuori era quello di stagione : pungeva. Mancava la neve, che era passata di là l'anno precedente.

Verso la mezzanotte gli occhi di entrambi si fecero pesanti, ancora un po' e si sarebbero messi a letto. Ma il silenzio della casa fu in quel mentre rotto da un sibilo, un fruscio forte, netto ma breve.

Attraverso le feritoie delle imposte percepirono la presenza all'esterno di una luce, bianca e intensa.
Un campanellio si senti distinto e chiaro.

“Sarà Babbo Natale “, disse l'uomo, sorpreso e un po' impaurito, a rassicurare la moglie che in silenzio stava ad ascoltare.

Seguirono ancora dei rumori, indecifrabili, netti, di certo non di qualcuno attento a non farsi sentire.

Pensare ai ladri fu un pensiero comune, ma in tutta sincerità non capivano perché, proprio quella sera , ma soprattutto perché entrando dal tetto. “No “,pensarono convinti, “ se fossero dei ladri sarebbero proprio degli sprovveduti “

"Toc, Toc,..."

Due colpi netti echeggiarono sul balcone che dava sul tetto della rimessa davanti. Qualcuno stava bussando mentre ancora si udirono i campanellii sentiti in precedenza

“Buon Natale”, disse una voce.

Guardandosi increduli i due si avvicinarono al balcone interrogandosi sul da farsi.
“Buon Natale !”, udirono nuovamente da una voce ancora più rassicurante di prima.

“Apri “, disse la donna al marito, senza aggiungere altro su chi potesse essere.

Quando finalmente, con le mani tremanti, le finestra si spalancò, si trovarono davanti a un viso senza età contornato da una barba bianca : Babbo Natale. Più in la sul tetto della rimessa stava sospesa la leggendaria slitta e le renne dimenavano un po' la testa quasi a volersi liberare dalle briglie. Forse avevano fretta di ripartire, visto il viaggio che le attendeva.

Entrato in casa il Grande Vecchio non mancò di consegnare i doni, questi furono appoggiati nei pressi del presepe sotto l'albero, assieme ad altri già presenti.
I due genitori, ammutoliti guardavano terrorizzati e al tempo stesso increduli.
Quando Babbo Natale si incamminò verso la camera del bimbo, non restò loro che seguirlo. Si presero per mano quasi a confortarsi.

Il figlio dormiva profondamente girato su un fianco. Non si era mosso di un millimetro da quando lo avevano messo a letto.

Il vecchio lo guardò e dolcemente lo accarezzò tra i capelli.

Poi ritornato nei suoi passi, si avviò verso il balcone da cui era entrato. Guardò i due giovani, che aveva davanti . La donna stava per chiedere :

“Prende qualcosa signor Babbo Natale”, ma le parole non le uscirono di bocca.

“Mi raccomando, non trascurate i sogni, spesso si avverano”, disse il Babbo Natale, “ di nuovo Buon Natale”.

Uscì con insolita agilità raggiungendo la slitta in un baleno.
Si riudirono i suoni delle campanelle.
Un lieve strappo alle briglie e Rudolph rimise in moto il convoglio che si allontanò con lo stesso sibilo udito in precedenza.
Madre e padre, senza riuscire a spiaccicare parola, dopo aver richiuso tutto per bene, si rimisero a letto. In breve si addormentarono.

Al mattino furono svegliati di buonora dal figlio, impaziente di cercare i regali sotto l'albero.
Il loro primo pensiero andò all'incontro della notte appena passata, non sapevano più se era stato frutto di un sogno o fosse davvero avvenuto. Sogno e realtà non erano più distinguibili in ciò che ricordavano.

“Sapete ...”, disse il piccolo sorridendo,” stanotte mi è sembrato che Babbo Natale fosse vicino a me, pensate sia passato davvero ?”

“Forse si “ , balbettò la madre, che definire sorpresa forse era poco.

Si avviarono verso l'albero di Natale e là, sotto l'albero, c'erano due pacchi, tra i molti, confezionati in modo diverso dagli altri.


“Forse si”, ripeté il padre accarezzando il figlio.

giovedì 16 dicembre 2010

lunedì 13 dicembre 2010

Note di Santa Lucia

Il mio presepe
"Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia".
Oggi ho perso un pò di tempo a cercare qualche riscontro scientifico al famoso proverbio. Calcolando il tempo che intercorre tra il sorgere e il tramonto del sole, i giorni più corti  sono quelli che vanno dal 19 al 25 dicembre.
A partire da Natale la durata del giorno comincia a crescere. In ogni caso il detto sembra derivare dal fatto che intorno a Santa Lucia (dalle mie parti verso il 16 - 17 Dicembre) l'ora del tramonto del sole comincia a ritardare, dando così  l'impressione, verso Natale, di un piccolo allungamento delle giornate.
Da questo il detto : "A Nadae un passo de gae".


Stamattina il modem mi ha accalappiato a mia insaputa.
Ha scaricato i dati, dandomi appuntamento per Lunedì 20. Quando ho verificato sul display aveva già fatto tutto.

Dalle mie parti si dice "Non se sà gnanca da verlo".

Sulla macchina nuova ho montato le gomme invernali. Caso mai nevicasse non mi troverei impreparato.
Nei giorni scorsi pensavo che la neve sarebbe arrivata copiosa anche in pianura. Poi invece sono arrivati la pioggia e lo scirocco.
Ora mi trovo con le gomme da neve, impaziente di provarle per verificare se funzionano davvero. Va a finire che una sera di brutto tempo prendo la macchina e vado a cercare guai dove presumo stia nevicando.
Da bambino quando mettevo gli stivali cercavo di camminare nei fossi per controllare che fossero veramente impermeabili  all'acqua.

Più in là con gli anni, quanto tenevo già famiglia, collaudai le sospensioni prodigiose della mia nuova macchina tentando di percorrere, comunque, una strada diventata un torrente in piena.
Le sospensioni erano prodigiose mentre il motore, era invece molto più tradizionale. Al primo movimento brusco aspirò qualche bicchiere d'acqua. Il botto e il sussulto di morte che seguirono mi raggelarono.
Restai là in mezzo al torrente come una barca disalberata, sostenuto dalle sospensioni prodigiose relegate a far da sostegno a una palafitta. Fui trainato all'asciutto quando il livello dell'acqua scese e raggiungermi fu ragionevole.
Il meccanico che mi fece il preventivo mi garantì di rimettere tutto in sesto con un milione e mezzo. A consuntivo pagai tre milioni e mezzo. Mi sembrò e mi sembra ancora, a distanza di quindici anni, di aver chiamato i ladri in casa a rubare.
Oggi con le gomme da neve la smania è più meno la stessa nonostante gli anni passati e le lezioni ricevute strada facendo. Se sono fortunato, magari quest'anno non nevica.
Non si finisce mai di crescere, o come dice qualcuno sarebbe ora che crescessi.